La mostra dedicata a Vicino Oriente ed Egitto si rinnova

Inaugura il 18 gennaio, alle 17, la nuova sezione dedicata al Vicino Oriente ed Egitto antichi del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza che è stata completamente riallestita. L’ultimo allestimento risaliva al 1999.
Oltre a rinnovati supporti espositivi e apparati didattici, la sezione propone un notevole incremento delle collezioni esposte con il recupero di un tassello importante della sfaccettata storia ceramica dell'Oriente prossimo. Le opere forniscono nuove possibilità di narrazione trasversale alle varie culture e di approfondimento delle origini della millenaria storia dell’arte ceramica.

Saranno esposti nuovi oggetti provenienti sia dai depositi del MIC di Faenza per l'ambito palestinese, sia dal MuCiv di Roma attraverso un significativo nucleo di ceramiche dell'Iran del Periodo del Ferro (1200-800 a.C.). Contestualmente torneranno ad essere ammirabili una serie di reperti dell'Antico Egitto. “Al nucleo vicinorientale è stata avvicinata – spiega la conservatrice del MIC Valentina Mazzotti -  una selezione di ceramiche dell'Antico Egitto del MIC, che seppur frammentarie sono rappresentative delle principali produzioni dall'epoca predinastica a quella ellenistica. Il cospicuo fondo di reperti dell'Antico Egitto era stato esposto fino agli anni Novanta del secolo scorso accanto ai frammenti islamici donati in epoca prebellica dall’orientalista Frederick Robert Martin”.

Il riallestimento della sezione del Vicino Oriente ed Egitto antichi è stato accompagnato anche da una generale ridefinizione degli apparati didattici, curata per la parte grafica dallo Studio Manzi e Zanotti. Questo nuovo impianto didattico ha consentito una più chiara contestualizzazione dei reperti esposti e delle culture di riferimento attraverso la predisposizione di mappe geografico-culturali e linee del tempo, che permettono di collocare le più salienti tappe storico-artistiche delle varie civiltà e di creare un proficuo confronto tra le medesime per cogliere i momenti di genesi parallela. Inoltre con l’ausilio degli studenti del Liceo Artistico per il design di Faenza, coordinati dai professori Massimo Piani e Laura Dalmonte, è stato possibile proporre la ricostruzione grafica delle forme di riferimento di alcuni reperti di Mesopotamia, Iran, Anatolia ed Egitto per meglio comprendere la lettura morfologica dei frammenti.

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