La musica che vince il silenzio: il coro The Sixteen

È il potere della musica, la sua capacità di resistere alle angherie del potere, che Ravenna Festival vuole ricordare nella sezione dedicata al “canto ritrovato della cetra”. Un titolo preso a prestito proprio dal brano che è al centro del concerto di mercoledì 20 giugno alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe: a esibirsi sotto gli antichi mosaici sarà uno degli ensemble vocali più apprezzati del panorama internazionale, The Sixteen, diretto da Harry Christophers, che l’ha fondato nel 1977 per raccogliere l’eredità della polifonica inglese del Cinque-Seicento e trarne gli insegnamenti utili a interpretare le opere corali contemporanee.

Alle 21.00, il coro inglese, che da quarant’anni si esibisce con impeccabile precisione e intensità drammatica nei contesti più prestigiosi del mondo, acclamato dalla critica quanto dal pubblico, interpreterà infatti Super flumina Babylonis, il mottetto di Philippe de Monte (1521-1603) sul testo dal celebre incipit del Salmo 137 (“Lungo i fiumi di Babilonia sedevamo piangendo al ricordo di Sion. / Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre”), che esprime la tragedia del popolo ebraico, in esilio dopo la distruzione di Gerusalemme, e l’incapacità di intonare i propri canti di fronte al dolore per la perdita della patria. Uno sgomento, un silenzio che si tramuta in forza, fino ad approdare al mistero di una musica che sottotraccia riesce a dare un senso alla sofferenza e a resistere all’oppressione, alle imposizioni e alla censura. 

Seguendo questa suggestione, il programma dei The Sixteen affianca il lavoro di due compositori le cui vite, seppure a quattro secoli di distanza, rivelano insospettate affinità: William Byrd (1539-1623) e Arvo Pärt (nato nel 1935). Entrambi scrivevano musica potenzialmente in contrasto con il regime dominante: uno nel mutevolissimo panorama religioso e politico dell’Inghilterra dei Tudor, l’altro in quello ateo dell’Unione Sovietica (da cui scelse di emigrare). Musica, in un caso e nell’altro, costruita meticolosamente, secondo complicate regole strutturali, e sempre ispirate da una devozione a Dio difficile da definire. E per entrambi musica che trova una intima ragione nella parola: “Nelle parole – scriveva Byrd - c’è un tal potere nascosto e misterioso che, a una persona che pensi alle cose divine, rigirandole diligentemente e seriamente nella propria mente, le misure musicali più appropriate vengono, non so in che modo, alla mente”. Praticamente lo stesso principio che afferma il compositore estone quando dice: “Sono le parole a scrivere la mia musica”.

Info Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietto (posto non numerato): I settore 30 euro (26 ridotto); II settore 20 euro (18 ridotto)
I giovani al festival: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.

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