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Ravenna Festival, la città si dipinge dei colori del Tibet

Redazione RavennaToday30 marzo 2012

Presso Dal 05/07/2012 Al 11/07/2012

A pochi giorni dall’apertura delle prevendite dei biglietti (dal 2 aprile) per tutti gli spettacoli di Ravenna Festival 2012 – è già sold out la straordinaria anteprima del 27 aprile che vedrà Riccardo Muti alla guida della Chicago Symphony Orchestra, la direzione del Festival ha presentato il programma dettagliato di “7 giorni in Tibet”, una densa settimana di appuntamenti che cercherà di offrire un’immagine non superficiale o ‘esotica’ di una terra di millenarie tradizioni e di “Weird Tales”.

In una edizione il cui percorso tematico prende avvio da un nucleo centrale, un ‘cuore’, rappresentato dalla celebrazione del millenario della fondazione del Sacro Eremo di Camaldoli ad opera di Romualdo da Ravenna il Festival, seguendo i sentieri spirituali del monachesimo, non poteva non giungere nel Paese delle Nevi, il Tibet, paese teatro da decenni di vicende che ne mettono a repentaglio la stessa identità culturale ed esistenza. Con la consulenza di Guenther Cologna (esponente ‘storico’ dell’Associazione Italia-Tibet) è nato ‘7 giorni in Tibet’: una densa settimana di appuntamenti che, dal 5 all’11 luglio, cercherà di offrire un’immagine non superficiale o ‘esotica’ di una terra di millenarie tradizioni e che fino al 1950 era riuscita miracolosamente a mentenere intatto quello straordinario patrimonio spirituale che è il buddhismo tibetano, che si era sedimentato in migliaia di monasteri, in gran parte andati distrutti nel corso dell’occupazione cinese.

Il 13 marzo, nel corso di una udienza ufficiale concessa a Franco Masotti e Guenther Cologna , il progetto è stata presentato S.S. Dalai Lama Tenzin Gyatso, nella sua residenza a Darhamsala, nel Nord dell’India. La massima guida spirituale del buddhismo tibetano ha non solo ‘benedetto’ la dedica del Festival al Tibet (e non solo, anche al monachesimo tutto) ma ha anche favorito la presenza a Ravenna, durante l’arco dell’intera settimana, di dieci monaci tibetani provenienti dal monastero Drepung Loseling (uno dei più antichi del Tibet, attualmente situato nel sud dell’India) che diverranno così l’elemento portante della programmazione. Questa vera e propria ‘settimana tibetana’ vedrà i religiosi impegnati a partire dal solenne concerto iniziale (5 luglio), nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe, un rito-concerto nel corso del quale agli antichi canti ed ai mantra dei monaci si unirà la voce di Ani Choying Drolma, suora buddhista tibetana (ma proveniente dal Nepal), che ha già incantato decine di migliaia di persone nel mondo grazie ai suoi concerti e ai suoi video su You Tube.

Nella giornata successiva poi avrà inizio il grande rito del mandala, presso la Biblioteca Classense, che si concluderà l’11 luglio, con una suggestiva cerimonia (e le sabbie variopinte di questa mistica raffigurazione di significato propiziatorio verranno poi disperse nelle acque del mare). Ancora i monaci saranno progonisti di una rappresentazione di danze sacre che permetterà al pubblico del festival di partecipare, nella cornice del Teatro Alighieri, a un evento molto particolare, a cui è normalmente molto difficile poter assistere. La magia e il misticismo dei riti buddhisti tibetani, con il caratteristico canto difonico e gli ipnotici drones potrà poi ispirare i concerti di alcuni musicisti che sono stati invitati, come Stephan Micus (lo straordinario vocalist e polistrumentista che ha contribuito a rendere leggendaria l’etichetta ECM), Markus Stockhausen che ricreerà il visionario paesaggio sonoro di un tibet elettronico, e la cantante dhrupad Amelia Cuni, e si potrà anche assistere ad un inedito confronto tra il canto rituale dei monaci tibetani con quello che è stato il canto per eccellenza della cristianità, ovvero il gregoriano, il tutto immerso nel sapiente live electronics di Luigi Ceccarelli.

A Ravenna sarà presente anche Jetsun Pema, da molti anni ambasciatrice del popolo tibetano nel mondo, assieme al Dalai Lama (di cui Jetsun è la sorella minore), che, in occasione della cerimonia di inizio del Mandala (prevista il 6 luglio alle 18 alla biblioteca classense) parlerà della difficile situazione del suo paese e della Diaspora dei tibetani ed anche dei Tibetan Children’s Villages, dove sono accolti migliaia di bambini profughi.

Tra i molti percorsi tematici di ogni edizione un’attenzione particolare è dedicata come sempre alla musica contemporanea, rappresentata quest’anno al Ravenna Festival da uno dei suoi massimi protagonisti: lo statunitense Steve Reich, eccezionalmente presente a Ravenna. Il festival dedica infatti un omaggio al “padre” riconosciuto di una delle più influenti correnti musicali qual’è quella del “minimalismo”. Forme ancora più avanzate e sperimentali di ricerca nell’ambito sia del suono che dell’immagine troveranno, per il terzo anno consecutivo, espressione nella rassegna “Weird Tales” che rinnova la collaborazione tra Ravenna Festival ed una delle realtà più innovative e dinamiche del nostro territorio, ovvero quella di Bronson Produzioni.

Due gli appuntamenti previsti per il 2012, sempre alla Rocca Brancaleone, il primo (29 giugno) vedrà la collaborazione, ‘predestinata’, tra due visionari dell’espressione artistica: Ben Frost e Yuri Ancarani. Il videomaker ravennate Yuri Ancarani dopo “Il capo” (premiato, tra i tanti, ai festival di Barcellona, Parigi e Wroclaw) cercava una colonna sonora veramente speciale per il nuovo mediometraggio, “Piattaforma Luna”, primo film prodotto da Maurizio Cattelan e presentato con grande successo al Festival di Venezia. L’occasione gliela fornisce l’australiano (ma residente in Islanda) Ben Frost, personaggio chiave della scena musicale sperimentale mondiale che può vantare l’ambita stima di un personaggio leggendario come Brian Eno. Il risultato è una commistione tra immagini e suoni spaesante e avvolta nel mistero, una creatura sfuggente che si muove tra reminiscenze kubrickiane e squarci di pura, metafisica poesia.

Il secondo appuntamento sarà l’occasione per ascoltare, in esclusiva per l’Italia, Edward Sharpe & The Magnetic Zeros, band statunitense caratterizzata da un sound originalissimo che richiama con evidenza una fusione di Parliament, Polyphonic Spree, Bob Marley e Incredible String Band. Edward Sharpe & The Magnetic Zeros sono una truppa indie-rock di undici personaggi che si ispira fortemente alle comunità musicali spontanee che sorgevano nelle piccole cittadine della California – la famosa scena di Laurel Canyon – tra gli anni Sessanta e Settanta. Guidata dalla voce dell’istrionico Alex Ebert, la band esordisce col botto nel 2009 con Up From Below, album dall’approccio idealista che rifugge la tecnologia e i suoi progressi, immerso in un’atmosfera corale di folk-rock psichedelico vissuta in maniera pienamente artigianale, e disseminato di momenti memorabili. Ora però è tempo di godersi il nuovo, freschissimo Lp di Edward Sharpe e soci, “Here”.

Biglietti:

Biglietteria Ravenna Festival tel. 0544249244
‘7 giorni in Tibet’ biglietto ingresso singolo spettacolo: intero 20 euro, ridotto 18 euro
Carnet ‘7 giorni in Tibet’ (5 spettacoli): intero 80 euro, ridotto 72 euro
‘Weird Tales’ biglietto ingresso singolo concerto: 15 euro

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