"Per vie diverse": ai Magazzini del Sale la mostra a cura di Claudio Spadoni

Dal 15 luglio al 28 agosto i Magazzini del Sale di Cervia ospiteranno la mostra “Per vie diverse”, curata dal critico d’arte Claudio Spadoni. Un'esposizione che rende omaggio, con oltre quaranta opere esposte, a tre artisti tra i più rappresentativi della nostra regione, Vittorio D’Augusta, Francesco Bocchini, Francesca Pasquali, figure che hanno concorso ad un’avanguardia del “nuovo”, accreditandosi sulla scena artistica internazionale.

“Un appuntamento importante – sottolinea Massimo Mazzavillani, direttore della Cna provinciale di Ravenna – che, ancora una volta, vuole promuovere la crescita culturale e artistica del territorio in un’ottica di ulteriore qualificazione dell’offerta turistica, all’interno di un progetto più vasto che intende affermare i valori dell’artigianato e della piccola impresa, da sempre protagonisti dello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro territorio. La diffusione di questi importanti valori fra le giovani generazioni, inoltre, caratterizza quest’anno il nostro progetto che si pone anche l’obiettivo di diffondere cultura e arte come testimonianze libere e originali dell’artigianato all’interno di un processo di orientamento alla cultura d’impresa e, più in generale, a percorsi di avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro. Un ringraziamento particolare va al professor Claudio Spadoni che, da anni, è ideatore e artefice delle importanti esposizioni promosse dalla nostra Associazione”.

“Un sentito ringraziamento alla Cna – ha detto Luca Coffari, sindaco di Cervia – che anche quest’anno ha organizzato una mostra di altissimo livello nel suggestivo Magazzino del sale “Torre” con le opere di Vittorio D'Augusta, Francesco Bocchini, Francesca Pasquali. Da tempo la collaborazione fra la CNA e il Comune di Cervia ha permesso questo appuntamento ormai immancabile che caratterizza l’estate cervese, offrendo ai cittadini e ai turisti una prestigiosa opportunità culturale e rafforzando la nostra convinzione che la cultura non va mai in vacanza, ma la cultura fa la vacanza. Cultura e turismo è un binomio imprescindibile per il nostro futuro e il nostro patrimonio culturale è la leva fondamentale per la ripresa, la cultura è un valore di civiltà e dunque è una risorsa determinante per uno sviluppo economico sostenibile”.

“Tre figure dell’arte di oggi – ha spiegato Spadoni – rappresentative di tre generazioni ma anche di tre diverse scelte operative: Vittorio D'Augusta, Francesco Bocchini, Francesca Pasquali. D'Augusta, originario di Fiume ma dal 1948 riminese d'adozione, per molti anni docente quindi direttore dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna, è un pittore con una lunga e prestigiosa storia, con la partecipazione nei primissimi anni Ottanta al gruppo dei 'Nuovi Nuovi' sostenuti criticamente da Renato Barilli, in parallelo con la Transavanguardia di Bonito Oliva e gli 'Anacronisti' seguiti da Calvesi, Mussa, Tomassoni. Romagnolo anche d'origine (Cesena) è Francesco Bocchini, di una trentina d'anni più giovane di D'Augusta, e che dalla sua terra natale non ha voluto allontanarsi, restandosene appartato nella sua singolare fucina-laboratorio, per apparire comunque in mostre in prestigiose istituzioni e gallerie, in Italia e all'estero".

Ha proseguito Spadoni: "Francesca Pasquali, bolognese di nascita, è tra le più brillanti figure dell'ultima generazione, di cui interpreta perfettamente anche la propensione a dividersi fra città diverse - nel suo caso dalla stessa Bologna a Firenze e a Parigi - con un curriculum sempre più marcatamente internazionale. Se a differenza di quanto è accaduto in passato a D'Augusta, Bocchini e Pasquali non figurano in gruppi si deve al fatto che, com'è largamente noto, al loro affacciarsi sulla scena artistica s'era ampiamente conclusa anche l'ultima stagione degli schieramenti, dei movimenti, insomma degli 'ismi' che si erano avvicendati per buona parte del secolo passato, caratterizzato appunto fin dal primo decennio dall'insorgere delle avanguardie, per esaurirsi definitivamente tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta".

"La scelta di questi tre artisti, tra i più rappresentativi dell'Emilia Romagna relativamente anche alle rispettive generazioni d'appartenenza, non deve essere intesa come una restrizione geografica, ma piuttosto la dimostrazione come ormai la geografia, che tanto peso ha avuto lungo i secoli, e soprattutto in Italia, nella connotazione di caratteri artistici inconfondibili, abbia allargato oggi gli orizzonti ad una dimensione decisamente internazionale, lungo le vie dischiuse dal carattere sempre più internazionale, appunto, delle avanguardie e della loro eredità tanto universalmente diffusa da generare, com'è stato detto, un' “avanguardia di massa”, ha proseguito.

"Questi tre artisti, pur partendo da una comune area geografica, documentano dunque come le loro diverse, personalissime vie, si caratterizzino con una inconfondibile specificità di accenti entro le molteplici diramazioni di quella 'tradizione del nuovo' che ha contraddistinto l'arte internazionale da oltre mezzo secolo. Dal lavoro pittorico di D'Augusta, insieme molto colto, profondo e di sensibilissima raffinatezza; alle costruzioni metalliche di Bocchini, all'apparenza rudimentali, in realtà sapientemente ludiche e beffardamente paradossali; alle composizioni della Pasquali, fatte di materiali plastici spesso di scarto industriale, che si trasformano in sorprendenti, spettacolari assemblaggi: tre diverse vie di una creatività senza confini", ha concluso.

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