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“Il Fregio dell’origine”, in mostra le opere di Matteo Magnante

Redazione RavennaToday17 aprile 2012

Presso Antichi Magazzini del Sale Dal 21/04/2012 Al 29/04/2012

Con la mostra “Il Fregio dell’origine”, che si terrà presso il Magazzino del Sale di Cervia dal 21 al 29 aprile, l’artista Matteo Magnante espone una serie di opere realizzate tra il 2002 e il 2012.

Le opere esposte sono state selezionate per descrivere la continuità di un percorso che l’artista ha sviluppato in questi anni attorno al tema dell’origine, alla nascita del sacrificio e dello spazio sacro. Alcune tele e sculture, già esposte in altri eventi (2007 “Agnus Castus” Chiesa rupestre di S. Pietro Barisano Matera; 2009 “Sparagmos Dromenon” Chiesa di S. Eufemia Ravenna; 2010 “Tèmenos” Giardini della Basilica di S. Vitale Ravenna), provengono da collezioni private, altre sono state realizzate appositamente per questa mostra. L’altare in legno,
ricoperto di foglia d’oro, appartiene al Museo Diocesano di Ravenna.

Nella pittura di Magnante, le superfici in polvere di marmo e quarzo, di colore bianco, nero o rosso cadmio, sono un’astrazione essenziale, evocano spazialità spoglie, statiche, assolute. Bande verticali di ferro arrugginito e lamiere consunte da agenti atmosferici, compressioni a accartocciamenti, rotture, tagli, esiti dell’incessante trasformazione della materia nel tempo, le attraversano. Le bande materiche hanno funzione di scansione dello spazio e di connessione dialettica tra una dimensione spaziale pittorica atemporale e una dimensione materica trasformata dall’azione del tempo. Queste bande di materiali poveri, corrose, rese friabili dalla ruggine, leggere come drappi lacerati, assumono anche una funzione pittorica, rivelando a contrasto con la monocromia delle superfici, policromatismi propri dell’ossidazione irregolare cui sono andate incontro. L’elemento materico denota l’ “apparizione” dei segni del tempo, l’esito della memoria attraverso il trascorrere del tempo, il suo graduale trasformarsi nel processo di decomposizione in qualcosa di diverso, spaesante, altro.

La rievocazione dell’arcaico nel rappresentare l’origine del sacro o il trasporre nel linguaggio artistico contemporaneo i significati simbolici della delimitazione dello spazio sacro, persegue due direttive, una dinamica, cosa si trasforma e “diviene” nel tempo, l’altra attiene ad un percorso antropologico. Nell’ ”adesso” non è possibile dare rappresentazione allo spazio sacro, eludendo le trasformazioni, le distruzioni e le
negazioni che la nostra cultura ha generato sui resti della sua origine pur intuendo una profonda appartenenza antropologica all’origine stessa.

Inaugurazione: sabato 21 aprile ore 18.00
Orari di apertura. Festivi e prefestivi: 10.00 – 12.30 / 15.00 – 19.00 - Feriali: 15.00 – 19.00

 

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