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In mostra la scultura ceramica all’epoca di Wildt

Presso Museo Internazionale delle Ceramiche Dal 27/01/2012 Al 17/06/2012

In concomitanza alla mostra dedicata a Wildt ai Musei di San Domenico di Forlì, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza inaugura, il 27 gennaio,un percorso collegato agli artisti allievi del suo tempo. Quando si parla dell'arte di Adolfo Wildt si intende necessariamente ripercorrere i grandi ambiti delle vicende artistiche novecentesche (Simbolismo, Art Nouveau, Futurismo, Novecento, Realismo Magico). Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, in concomitanza con la grande mostra «Adolfo Wildt. L'anima e la forma tra Michelangelo e Klimt» che sarà allestita a Forlì dal 28 gennaio al 17 giugno, propone un percorso all'interno della propria Collezione del Novecento alla scoperta delle opere di artisti che hanno avuto stretti rapporti con Wildt o che sono stati a lui contemporanei.

Quindi saranno esposte opere degli allievi Fausto Melotti, Lucio Fontana e l'adorato Domenico Rambelli, poi il Liberty con Galileo Chini, Achille Calzi, Francesco Nonni, Domenico Baccarini, i contemporanei con sculture di Arturo Martini, Duilio Cambellotti Ercole Drei, Pietro Melandri, Giò Ponti, Anselmo Bucci e infine, giungendo agli esatti opposti in termini di poetica e di personalità, i futuristi con esperimenti di Giacomo Balla, Benedetta e Filippo Tommaso Marinetti al momento della loro esperienza ceramica faentina (1928-29) o di Albissola, dal 1929 in poi.

Il percorso, curato da Claudia Casali, illustra una sorta di spaccato di eccellenza dell'arte italiana dei primi 30 anni del Novecento. La visita ruota intorno alle figure centrali di Fausto Melotti e Lucio Fontana, allievi di Wildt all'Accademia di Brera, indiscussi protagonisti di una nuova e moderna concezione di scultura. Mentre nella carrellata dei "grandi" nell'ambito Art Nouveau-Decò un ruolo centrale occupa Galileo Chini, di cui il Museo faentino possiede un importante patrimonio che per l'occasione verrà interamente messo in mostra, rispolverando anche alcune opere dai depositi. Qualche inedita corrispondenza riguarda invece Domenico Rambelli, straordinario scultore faentino, noto per i grandi interventi pubblici, per cui Wildt serbava una grande ammirazione.

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