Parole e musica accompagnano "Uomo a vapore" alla scoperta del digitale

L’ultimo spettacolo della stagione “Teatro del Socjale” è dedicato a un tema molto attuale, Il digitale.
Scritto da Roberto Mercadini (narratore) e composto da Fiorenzo Mengozzi (batteria, concertina e glockenspiel), con la partecipazione di Graziano Versari (chitarre) e Veronica Fabbri Valenzuela (violoncello) va in scena sabato 3 marzo alle 21 "Uomo a vapore".
 
Cosa sta diventando la società umana e dove ci sta portando quest’era digitale? Il vivere moderno ci costringe sempre di più alla velocità, ad essere multitasking e costantemente connessi, a rispettare gli orari, i ritmi di produzione, a spostarci in poco tempo da una parte all'altra della città, a svolgere mille attività. Non c'è mai tempo, siamo sempre in ritardo. E si dice spesso “si stava meglio una volta, quando tutto era lento, a misura d’uomo”. “Lentezza” non significa solamente andare piano, vuol dire prestare attenzione, avere consapevolezza e conoscenza profonda, predisposizione all'ascolto e alla percezione di ciò che accade; significa vivere intensamente e godere degli attimi avendo una visione lucida del mondo che ci circonda.

Sentiamo spesso quindi un profondo bisogno di rallentare, di allontanarci dalla frenesia, di staccare con tutto per non essere fagocitati dall'iperattività. Ma un rifiuto categorico e totale della modernità rischierebbe di trasformarci in esseri emarginati, fuori dal tempo, ai confini della realtà.

La sfida consiste quindi nel trovare l’equilibrio, mettendo in armonia i vari elementi. Ognuno, insomma, si ritrova a giocare questa partita, a cercare una propria armonia, un proprio modo di essere – per così dire – “uomo a vapore”. La tecnologia del vapore, la rivoluzione industriale, le corse sbuffanti dei primi treni. Tutto questo rappresentò, a suo tempo, l’irrompere del futuro nel mondo, l’apoteosi del nuovo. Ora viceversa, per noi rappresenta un passato lontano, totalmente privo di tutto ciò che chiamiamo solitamente “tecnologia” o “modernità” (informatica, telecomunicazione, social network, viaggi spaziali, satelliti ecc.). Abbiamo scelto questo punto di svolta come simbolo di una sintesi, di una combinazione fra estremi. Da un lato il modo di oggi: la frenesia compulsiva, le miriadi di comunicazioni incessanti e sempre più fatue. Dall’altro una antichità a cui è impossibile tornare e che ebbe, per inciso, tratti di una durezza spaventosa, di una oscurità oggi impensabile.

Lo spettacolo, con ironia e profondità, riflette e fa riflettere su tutto questo: futuro, passato, tempo, tecnologia, trasformazioni della società. Storie e racconti intrecciati a melodie meccaniche, rumori di ingranaggi d’altri tempi, strumenti antichi e moderni, tutti assieme in una ricerca appassionata e appassionante, in cui il paradosso è sempre dietro l’angolo.
 
Naturalmente i mitici cappelletti alla fine dello spettacolo come da tradizione.
Ingresso riservato soci Arci. Costo del biglietto 10 euro
Info e prevendita: www.teatrosocjale.it

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