Sala piena per "Il Signor Diavolo" di Pupi Avati

Successo di pubblico per la presentazione del nuovo horror del regista Pupi Avati che intanto getta le basi per un film sulla vita di Dante

Dopo Bologna e Comacchio il regista Pupi Avati arriva al CinemaCity di Ravenna per presentare la sua ultima opera: "Il Signor Diavolo". Un horror, un "gotico rurale" come lui stesso lo definisce prendendo in prestito un noto titolo di Eraldo Baldini (presente in sala e al suo fianco nella chiacchierata che ha seguito la proiezione).

Una sala piena ha accolto il nuovo lavoro di Avati, un film che intreccia la storia italiana del secondo dopoguerra, la politica e la cultura contadina, il tutto avvolto in un film di paura e suspense. Grandi scene di orrore e messaggi forti che il pubblico apprezza, salutando i titoli di coda con tanti applausi.

Il Signor Diavolo? Un film difficile

Avati rivela subito la difficile gestazione di questa pellicola, tratta proprio da un suo romanzo, che ha ricevuto ben 7 rifiuti prima di essere accettata da Rai Cinema. Il regista spiega poi il motivo di questi rifiuti:

"Il cinema italiano oggi è in grande crisi, produce quasi esclusivamente commedie, con cast ricorrenti e risultati spesso molto modesti. Un tempo si producevano tanti film e di tanti generi". La difficoltà del cinema di genere, secondo il regista di origine bolognese, non è però da attribuire agli scarsi incassi del botteghino. E i primi risultati de Il Signor Diavolo sembrano confermarlo: visto il terzo posto nelle prime serate d'uscita alle spalle dei blockbuster americani Il Re Leone e il nuovo capitolo di Fast & Furious.

Niente anticipazioni sul film se non per sottolineare che gran parte delle scene sono state girate tra Veneto ed Emilia Romagna con lo sfondo dei canali e delle valli di Comacchio. Tanti sono i temi accarezzati nel film, più o meno velatamente. Dalla paura del buio, al terrore di perdere il consenso politico. E poi le tradizioni contadine, le superstizioni e il rifiuto del diverso. Il Signor Divalo tocca con scene forti e mai banali le corde delicate del culto cristiano e delle comunità rurali, spesso chiuse in sè stesse. E con un finale che riserva una piccola sorpresa a chi ha già letto il libro.

Pupi Avati a Ravenna... per Dante

Giunto a Ravenna "per vigliaccheria - scherza il regista - perché in Emilia Romagna sento una grande amicizia", ma la sua partecipazione alla Premiere organizzata dal Ravenna Nightmare Film Fest non è dovuta solo alla ricerca di un luogo sicuro.

Pupi Avati svela infatti di aver fatto un giro in centro nel pomeriggio di venerdì 23 agosto: "Ho incontrato il vostro sindaco oggi e la scorsa settimana il sindaco Nardella di Firenze per fare un film sulla vita di Dante Alighieri". Un film che prenderà spunto dal "Trattatello in laude di Dante" scritto da Boccaccio.

Un film che probabilmente vedrà il regista di nuovo in azione in territorio emiliano romagnolo. Azzarda Pupi Avati che "sarà un modo per sperimentare la Film Commission dell'Emilia Romagna".

Ai giovani serve ambizione

Ha qualche parola anche per le nuove generazioni, Pupi Avati. Ai ragazzi raccomanda: "fate dei sogni ambiziosi", per combattere la grande rassegnazione che vede invece serpeggiare tra i giovani.

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