La Rivoluzione all'opera con "Andrea Chénier"

Si possono contenere i tumulti della Storia, e del cuore, in una stanza? È questa la sfida della nuova produzione di Andrea Chénier, che fa del palcoscenico del Teatro Alighieri una successione di ambienti che evocano la reggia di Versailles, simbolo per eccellenza della monarchia francese, per poi spogliarli, svuotarli, depredarli all’avanzare della Rivoluzione e del Terzo Stato.

In scena venerdì 8, alle 20.30, e domenica 10 marzo, alle 15.30, la più celebre delle opere di Umberto Giordano e fra i titoli più rappresentativi del Verismo continua il percorso della Stagione d’Opera 2018/19 lungo il fil rouge del complesso rapporto fra musica, potere e sentimento. Questa nuovissima coproduzione tra i teatri di Ravenna, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Parma e la francese Opéra di Toulon porta la firma di Nicola Berloffa, fra i più promettenti registi della sua generazione e già molto attivo all’estero, mentre Giovanni Di Stefano è alla guida dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna.

“L'opera di Giordano ha una connotazione storica talmente forte che non può essere dimenticata, tralasciata o reinventata, tutto ruota intorno alla grande Rivoluzione francese,” spiega il regista, classe ’80 e una mappa di impegni che lo porta a lavorare per lo più oltre i confini italiani. Questa Andrea Chénier è una felice eccezione, nella quale, continua Berloffa, “la grande Rivoluzione del terrore e delle piazze che fa da macro-cornice agli eventi narrati, lascia il posto a una più ingentilita e intimista rivoluzione borghese, maggiormente consona forse al periodo storico di Giordano. Da ciò deriva anche l'idea di svolgere l'intera vicenda in interni, mettendo in scena un grande dramma romantico da salotto, dove ancora una volta solo il dramma in quanto tale può misurarsi con l'imponente e monumentale presenza della Storia senza esserne sopraffatto”.

Ambientati nella Parigi prima della Rivoluzione e poi in quella del Terrore, i quattro atti dell’Andrea Chénier sono dominati dal triangolo fra il poeta Chénier, l’aristocratica Maddalena di Coigny e il rivoluzionario (un tempo servo) Carlo Gérard. La passione si intreccia, inevitabilmente, ai tumulti sociali; gli ideali politici, e la loro degenerazione, si scontrano con il mondo dei sentimenti, non ultima la pietà. E proprio nel personaggio di Gerard, antagonista pieno di ripensamenti, rimorsi e chiaroscuri, sta tutta la conflittualità del momento storico evocato, quella di un mondo in dissoluzione. L’opera, su libretto di Luigi Illica, ebbe un debutto trionfale nel 1896 e pochi mesi più tardi fu presentata, ancora una volta con grande successo, a New York, per poi attraversare l’Europa anche con direttori del calibro di Gustav Mahler. Se da una parte non è mai mancato il favore del pubblico - sostenuto anche da numeri celebri come La mamma morta di Maddalena, notissima anche per l’uso in una scena-madre del film Philadelphia -  Andrea Chénier, come altre opere che a fine Ottocento tentarono di affrontare e interpretare le tensioni e le ombre al passaggio fra i due secoli, è in questi ultimi anni oggetto di nuova, e più ponderata, attenzione critica.

Nei panni del protagonista Samuele Simoncini, mentre Carlo Gérard è Ernesto Petti e Maddalena Saioa Hernàndez (già Odabella nell’Attila che ha aperto la stagione alla Scala). Nozomi Kato è la mulatta Bersi, Shay Bloch la Contessa di Coigny; Antonella Colaianni e Stefano Marchisio sono rispettivamente Madelon e Roucher. Pietro Fléville / Foquier Tinville è interpretato da Alex Martini, il sanculotto Mathieu da Fellipe Oliveira. Alfonso Zambuto è un “Incredibile”, Roberto Carli l’abate, Stefano Cescatti è Schmidt, mentre il maestro di casa / Dumas è interpretato da Luca Marcheselli. Mentre Di Stefano è alla guida dell’Orchestra, il Coro Lirico Terre Verdiane è preparato da Stefano Colò; scene e costumi sono rispettivamente di Justin Arienti ed Edoardo Russo.

La Stagione Opera si concluderà il 18 aprile con Katër I Radës, il naufragio, opera contemporanea, su musiche del compositore albanese Admir Shkurtaj, che Alessandro Leogrande ha scritto a partire dalla propria inchiesta su una delle - purtroppo numerose - tragedie del Mediterraneo.

Info e prevendite: Biglietteria Teatro Alighieri - tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org

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