"Storie di Ravenna", si parla dell’imperatore Giustiniano e dell’arcivescovo Massimiano

  • Dove
    Teatro Rasi
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 11/11/2019 al 11/11/2019
    18.00
  • Prezzo
    3 euro
  • Altre Informazioni

La serie di spettacoli Storie di Ravenna giunge al secondo appuntamento: lunedì 11 novembre alle ore 18 al Teatro Rasi la serata è dedicata a "Cesare fui e son Iustiniano", un approfondimento dedicato all’imperatore Giustiniano e l’arcivescovo Massimiano.

In questo secondo appuntamento di Storie di Ravenna si racconterà di Massimiano, ventottesimo vescovo di Ravenna, primo vescovo d’Occidente a portare il titolo di arcivescovo in quanto titolare di una diocesi metropolitana, e dell’imperatore Giustiniano che lo volle in città.

"Entriamo nel VI secolo, un periodo preziosissimo per la storia di Ravenna – spiega Giovanni Gardini – e lo facciamo con alcune figure fondamentali, quali l’imperatore Giustiniano, l’arcivescovo Massimiano e naturalmente l’imperatrice Teodora".

Nel 545 l'imperatore bizantino Giustiniano decise di elevare la sede di Ravenna da vescovile ad arcivescovile. Come primo arcivescovo scelse Massimiano, in quanto uomo che godeva della sua fiducia. La sua nomina seguì di pochi anni la presa della città da parte dei bizantini (540); durante il suo ministero Ravenna fu ripristinata come capitale della Prefettura del pretorio d'Italia (554). Fu ordinato il 14 ottobre 546 a Patrasso, in Grecia, da Papa Vigilio in transito verso Costantinopoli. Percepito dai ravennati come un rappresentante del potere imperiale in città, Massimiano dovette farsi accettare dai suoi nuovi fedeli dopo due mesi di residenza nell'episcopio ariano. Per conquistare la loro fiducia fece eseguire molti lavori pubblici, sia civili sia religiosi. Durante le forzate assenze da Roma di papa Vigilio, Massimiano fu di fatto primate d'Italia. Il suo episcopato rappresentò l’età d’oro della Chiesa di Ravenna: infatti furono completate e consacrate le basiliche di San Michele e San Vitale, molte altre furono abbellite, e sempre a lui si devono interamente San Giovanni, Santo Stefano e varie chiese nella natia Pola, decorate con splendidi mosaici.

Ingresso unico 3 euro

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