Aterballetto ritorna con il gioco dei contrari di Foniadakis e le geografie di danza di Spota

  • Dove
    Pala De Andrè
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 30/06/2015 al 30/06/2015
    21,30
  • Prezzo
    da 12 euro (ridotti 10) a 54 euro (ridotti 50)
  • Altre Informazioni

Martedì (ore 21,30), questa volta al Pala de Andrè, la seconda tappa di Aterballetto al Ravenna Festival 2015 con un dittico fiammante creato appositamente per la compagnia: Lego di Giuseppe Spota e Antitesi di Andonis Foniadakis. La scelta di Giuseppe Spota – una carriera eccellente all’estero come danzatore, recentemente approdato alla coreografia - rientra nell’oculata strategia di Cristina Bozzolini, direttore artistico dell’Aterballetto, che se l’è visto passare come allievo in Toscana e ne fiuta il talento da lontano, richiamandolo in patria per questa produzione. Lego – di cui Spota cura coreografia, costumi e allestimento - richiama nel nome il gioco d’infanzia con i familiari mattoncini, ma anche la connessione con l’altro, trasformandosi in un paesaggio infinito di rapporti, incontri, percorsi.

“Sono affascinato dalle dinamiche di gruppo e dalla dialettica con il set – ha dichiarato Spota - vedo la danza in un contesto ampio, in cui anche la musica e l’impianto scenico hanno una funzione espressiva. Il titolo Lego ha un doppio significato: allude alle altre forme, ma anche al legame tra le persone ed il mio con i miei antichi colleghi. Io sono partito da qui, dall’Aterballetto”. Una danza costruita per tasselli (o per mattoncini, appunto), legami casuali o cercati, un divagar danzando (e giocando) sulla misteriosa natura delle relazioni umane immersi in un bagno di frammenti sonori calzanti come la musica dell'italiano Ezio Bosso, ma anche di A Filetta, di Jóhann Jóhannsson, di Olafur Arnalds/Nils Frahm.

È un nome in rapida crescita nella coreografia contemporanea quello di Andonis Foniadakis, alle spalle anche lui un passato recente di danzatore scelto - passato, peraltro, per le coreografie degli autori più belli e importanti del Novecento, da Béjart a Jiří Kylián e Forsythe, per arrivare all’astratta acutezza di Teshigawara o alla fluidità dell’israeliano Naharin. Dal 2003 ha una sua compagnia ma continua a creare anche per altre compagnie, come per Aterballetto, per il quale sceglie in Antitesi una sinfonia di dissonanze, nello spirito del “tutto presente in tempo reale” che distingue questo millennio denso, veloce, pronto a rompere tutti gli schemi, senza rinunciare al passato.

Barocca e contemporanea, la musica italiana scelta dal coreografo lega tra loro compositori lontani nel tempo – da Pergolesi a Scelsi – ma in sintonia emozionale, un oceano di brani in cui i ballerini sono immersi e fluttuano lanciandosi nello spazio tra aggressività e dolcezza, liberi di muoversi al ritmo del respiro nel dispiegarsi organico ma non quotidiano, denso e trasparente insieme, dell’azione. “Ho costruito il pezzo - dice Foniadakis - combattendo tra ricerca della bellezza del passato, come nostalgia, e realtà di oggi, agitata, dinamica, incerta, violenta”. Affascinanti ossimori in cui interpretare la danza e la sua ombra.

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