Purtimiro si chiude con "Serva Padrona" e l'attore e comico Tullio Solenghi

  • Dove
    Teatro Rossini di Lugo
    Indirizzo non disponibile
    Lugo
  • Quando
    Dal 30/12/2016 al 30/12/2016
    20:30
  • Prezzo
    da 9 a 32 euro
  • Altre Informazioni

Sarà l'attore e comico Tullio Solenghi a siglare con la sua partecipazione straordinaria la chiusura in pompa magna del festival barocco Purtimiro venerdì alle 20.30 al Teatro Rossini di Lugo. Una serata che si prevede davvero speciale e ricca di sorprese, poiché il pubblico potrà ascoltare la rara versione di Giovanni Paisiello del celebre intermezzo in due atti La Serva Padrona che il compositore napoletano scrisse nel 1781 alla corte di Caterina II a San Pietroburgo. Solenghi per l'occasione presterà le sue riconosciute doti mimiche reinterpretando il ruolo muto di Vespone alternandosi con l'attore italiano Terprando Azeriano. “Nom de plume” quest'ultimo, sotto al quale si cela un noto politico italiano, la cui identità – per sua stessa richiesta – sarà tenuta gelosamente segreta fino ad apertura di sipario.

Interpreti dell'opera saranno il baritono buffo Luciano Di Pasquale (Uberto), il soprano Silvia Frigato (Serpina) e l'ensemble barocco Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini. La Serva Padrona di Giovanni Paisiello verrà rappresentata in una originale forma semi-scenica, curata dallo stesso Luciano Di Pasquale con la collaborazione di Isabella Crisante. Al termine dell'opera Tullio Solenghi si unirà al pubblico e a tutti gli interpreti dell'opera e del festival Purtimiro per un brindisi finale bene augurale.

Nel 1776, a soli 35 anni, il compositore tarantino Giovanni Paisiello è una stella di prima grandezza in mezza Europa, a tal punto che la zarina Caterina II, grande protettrice delle arti e amante dell'opera italiana, lo mette sotto contratto per tre anni alla corte di San Pietroburgo come maestro di cappella. Paisiello vi resterà per ben otto, durante i quali scriverà molti dei suoi migliori titoli operistici e strumentali. Del 1781 è la deliziosa Serva Padrona, intermezzo in due atti su testo di Gennaro Antonio Federico, lo stesso eternato quarantotto anni prima da Giovanni Battista Pergolesi. Qui l'organico orchestrale è più ampio e c'è pure una bella e incisiva sinfonia, le arie sono più elaborate e i caratteri più sfaccettati: insomma, al confronto col capolavoro pergolesiano, la Serva di Paisiello non sfigura di certo. Vi si narra delle strategie dell'astuta servetta Serpina (soprano) per impalmare il vecchio scapolo brontolone Uberto (baritono-buffo) con l'aiuto del servo muto Vespone. 

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