Alfonsine, Legambiente: "I ciclisti devono dare la precedenza alle cabine telefoniche?

Secondo l'associazione ambientalista "è infatti necessario superare l'attuale logica della “pista ciclabile” brevi tratti, a volte anche solo di 50-100 metri spesso non collegati tra loro"

Sulla base della segnalazione di alcuni cittadini di Alfonsine, che si interrogavano sull'utilità della nuova pista ciclabile in Piazza X Aprile ad Alfonsine, i volontari di Legambiente hanno effettuato un sopralluogo e hanno constatato la presenza di una curiosa segnaletica. La pista ciclo/pedonale, in realtà realizzata tracciando semplicemente due righe gialle sul preesistente marciapiedi, termina infatti con un segnale che indica di dare la precedenza: davanti ad una cabina telefonica.

“Al di là del caso specifico dall'involontario effetto comico - ha dichiarato Yuri Rambelli, Presidente del circolo Legambiente A. Cederna - ci chiediamo a cosa servano piste ciclabili realizzate in questo modo. Il tratto “incriminato” fa parte infatti di un percorso ciclo-pedonale che dovrebbe collegare il centro di Alfonsine con la passerella sul fiume Senio, ma pochi sembrano usufruirne, molti infatti sono i ciclisti che continuano a transitare direttamente sulla sede stradale”.

Secondo l'associazione ambientalista "è infatti necessario superare l'attuale logica della “pista ciclabile” brevi tratti, a volte anche solo di 50-100 metri spesso non collegati tra loro, che costringono a percorsi tortuosi, con tratti a volte protetti da cordoli, altre volte invece da una semplice linea gialla tracciata sulla strada o sul marciapiedi. Nel secondo caso in particolare, con una pista ciclabile non separata dal percorso pedonale, si corre addirittura il rischio che per risolvere la conflittualità tra automobilisti e ciclisti se ne crei un'altra tra ciclisti e pedoni".

“Nessuno utilizzerebbe la bici per percorrere solo 100 metri - ha aggiunto Rambelli - non ha quindi un gran senso una mobilità ciclabile limitata a pochi percorsi obbligati e a “spizzichi”, dovendo poi tornare sulla normale rete viaria per il resto del tragitto. Avrebbe più senso istituire in tutto il centro storico la zona 30. Da questo punto di vista ad Alfonsine qualcosa è già stato fatto, alcune strade principali come via Borse, C.so Matteotti e C.so Repubblica hanno infatti già il limite dei 30 km/h, anche se purtroppo non sembra essere sempre rispettato dagli automobilisti. Inoltre non sempre la segnaletica è chiara: cartelli troppo piccoli, poco visibili e che non rendono facile capire quale sia esattamente il limite di velocità nella zona in cui si sta transitando.

Legambiente chiede quindi all'amministrazione comunale di estendere a tutto il centro storico la “zona 30”, con un'adeguata cartellonistica, a tutela di automobilisti, ciclisti e pedoni. Analogamente, per la mobilità extraurbana sarebbe possibile utilizzare la viabilità secondaria per istituire degli itinerari indicati da apposita cartellonistica che consentano di muoversi in sicurezza tra i vari centri: delle vere e proprie “strade ciclabili”, riservate alle biciclette e ovviamente al traffico locale, sempre però con il limite di 30 km/h.

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