Ancisi (Lpr): "Il mistero del maciapiede di via delle Orfanelle"

"Un mistero particolarmente bizzarro riguarda via delle Orfanelle a Savio, tra le ex proprietà di galletti Abbiosi". Il caso è sollevato da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

“Tra i misteri che la morte del conte Carlo Galletti Abbiosi, avvenuta nel 1867, ha prodotto a Ravenna, ce n’è uno particolarmente bizzarro che riguarda via delle Orfanelle a Savio. La strada ha preso, evidentemente, il nome dall’eredità lasciata dal conte a beneficio delle orfanelle della città: un patrimonio ingentissimo, costituito da numerosissimi immobili, tra cui 30 ettari fabbricabili nel capoluogo e 240 nelle frazioni, oltre a palazzi di valore storico ed artistico”. Il caso è sollevato da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna.

“Il terreno, ora attraversato da via delle Orfanelle, rientrava sicuramente in tale patrimonio. Come sia finito da una parte al Comune, che vi ha costruito delle case popolari e la scuola elementare, e dall’altra a privati cittadini, che ora vi possiedono l’abitazione, richiederebbe una difficile ricostruzione documentale, estranea alle mie possibilità.  La stranezza mi è stata rappresentata in un esposto indirizzatomi da 17 genitori di bambini che frequentano la scuola. Il marciapiede nord, costruito dal Comune su tutta la strada, non senza apporvi all’inizio la segnaletica del divieto di sosta, è impedito al transito dei pedoni, perché chiuso ad ogni accesso con fioriere e griglie apposte dai proprietari delle case a fianco, su cui appaiono scritte di “proprietà privata”. Ci si chiede perché, in presenza di un marciapiedi, i bambini diretti o provenienti dalla scuola, debbano camminare sulla carreggiata stradale, con tutti i pericoli che ne derivano, tra cui quello di essere sbattuti, da qualche incidente, contro gli ostacoli costituiti dalle barriere installate sul marciapiedi stesso”.

I RILIEVI EFFETTUATI DAL COMUNE
“Una verifica compiuta dall’ufficio Catasto strade del Comune – si legge nella nota di Ancisi -  eseguendo rilievi e sopralluoghi al fine di accertare la proprietà del sedime stradale e delle sue pertinenze, ha accertato che il marciapiedi nord della strada è annesso alla proprietà privata delle case esistenti, così come una ulteriore fascia di terreno esterna al marciapiedi. Su quest'ultima fascia, per effetto della "dicatio ad patriam", è ammesso il pubblico transito, mentre altrettanto non può essere per il marciapiede, che è a tutti gli effetti una proprietà privata sulla quale il proprietario può esercitare a pieno titolo il proprio diritto. Inspiegabile come si sia prodotta e mantenuta una tale illogica e innaturale situazione, come pure che il Comune rinunci a rimediarla”.

I REQUISITI RICHIESTI DALLA LEGGE
“Siamo di fronte ad una strada classificata urbana e posta all’interno del centro abitato di Savio, che, oltre ad essere interessata da un traffico veicolare locale, è caratterizzata, negli orari di ingresso e uscita dalla scuola, dalla presenza di rilevanti flussi pedonali. - spiega Ancisi - La sua particolare conformazione (strada a fondo chiuso, con una sezione non particolarmente ampia, costituita da marciapiedi di m 1,50/1,60 e da una carreggiata di circa 7,00), ha determinato da tempo anche problemi di accessibilità, in particolare per il servizio di trasporto scolastico, che, in sede di Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE), recentemente approvato, sono stati affrontati prevedendo un completamento e un adeguamento della viabilità e dei parcheggi. Da un punto di vista tecnico, la presenza di marciapiedi non transitabili, in quanto su aree private, costituisce chiaramente un elemento di criticità rispetto alla corretta organizzazione dello spazio stradale. A tal proposito, la normativa vigente in merito alle norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade (decreto ministeriale del 5 novembre 2001), sebbene rivolta alla costruzione di nuovi tronchi stradali e all’adeguamento dei tronchi stradali esistenti, stabilisce che le strade urbane devono avere spazi pedonali (cioè. marciapiedi) e che questi devono avere dimensioni minime chiaramente definite (nella fattispecie, una larghezza di m 1,50). Queste norme sono cogenti per le nuove strade e nel caso di interventi di adeguamento di quelle esistenti, ma sono anche, indubbiamente, un riferimento a cui tendere relativamente a tutte le strade, soprattutto in presenza di strutture scolastiche, in modo che su entrambi i lati sia assicurato il transito dei pedoni sui marciapiedi”.

IL MISTERO DI VIA DELLE ORFANELLE
“Nel caso specifico di via delle Orfanelle, non si capisce perché il Comune, all’atto di rilasciare, il 21 maggio 2007, un permesso di nuova costruzione, ristrutturazione e sopraelevazione di edifici esistenti sul lato nord di via delle Orfanelle, non abbia imposto il rispetto del decreto ministeriale del 2001 di cui sopra, - sottolinea Ancisi -  che richiede di riservare, sul fronte stradale, una spazio di m 1,50 riservato al transito dei pedoni su marciapiedi. Il problema era comunque ben presente al Comune, perché, comunque, il rilascio del permesso di costruire è stato condizionato all’obbligo della proprietà, registrato davanti ad un notaio il 26 giugno 2006, di cedere gratuitamente, “su semplice richiesta dell’amministrazione comunale”, al Comune stesso l’area del marciapiedi. A tutt’oggi, però, inspiegabilmente, quest’area non è stata acquisita dal Comune di Ravenna”.

PROPOSTE DI SOLUZIONE
“Esistono dunque tutte le ragioni per richiedere alla giunta comunale:  che il Comune acquisisca gratuitamente dalla proprietà degli edifici situati in via delle Orfanelle 19 e 21 la porzione di area, utile per il transito dei pedoni su marciapiedi, del quale all’atto unilaterale d’obbligo del 26 giugno 2006, cui è stato condizionato il rilascio del permesso di costruzione;  che, in ogni caso, apra una trattativa bonaria con la proprietà di aree, eccedenti quella di cui al punto 1, che risultassero necessarie per dare continuità di uso pubblico all’intero marciapiedi esistente sul medesimo lato nord di via delle Orfanelle;  che, in caso di esito negativo della trattativa bonaria di cui al punto 2, avvii il procedimento di esproprio per pubblica utilità delle aree stesse. Si chiede alla giunta comunale se intende doverosamente aderire a tali richieste, nella considerazione dell’assurdità che esista, su una strada comunale a servizio di una scuola pubblica, un marciapiedi, costruito dal Comune, impedito alla marcia a piedi dei passanti”, conclude Ancisi.

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