Berkan B, il MeetUp: “Enti capaci e competenti”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Tanti sono gli argomenti trattati da questo Meetup per i quali in questi giorni c’è stata una svolta: dal Piano di Stazione del Parco del Delta del Po relativo alla Pineta di San Vitale e Pialasse, di cui abbiamo “festeggiato” il trentennale della mancata approvazione lo scorso anno, ed ora finalmente licenziato dalla Regione, alla questione daini della Pineta di Classe, che seguiamo in prima linea dal 2014 e che ora pare giunta ad una soluzione equa e di civiltà che escluda il tanto contestato ricorso alle armi. Postivissimo, inoltre, il riscontro tra i cittadini e le Istituzioni durante la presentazione del PUG alla Darsenasvoltosi lo scorso mercoledì: anni di lavoro di sensibilizzazione sul valore del patrimonio industriale dismesso - identità del quartiere - hanno prodotto i loro frutti e speriamo che presto, anche col supporto del Comune che riduca o azzeri oneri di urbanizzazione ed extraoneri per gli interventi sull’archeologia industriale, i cittadini possano finalmente riappropriarsi di un bene comune e di una parte di città rigenerata e proiettata al futuro. Recupero, rispetto delle diversità e della “bio-diversità”, tolleranza, rigenerazione, minor consumo, etica: temi cari al Movimento 5 Stelle a cui come gruppo cerchiamo di ispirarci. 

Detto questo, resta lo sconcerto per le recentissime dichiarazioni dell’Autorità Portuale di Ravenna sul caso Berkan B, di cui ci siamo ampiamente occupati in questi mesi con l’aiuto dei portavoce M5S in Regione e in Parlamento. Ben venga finalmente la rimozione che da mesi richiediamo, ma….

E’ stato confermato, se mai ce n’era bisogno, che da ottobre 2017 - quando il cargo si è spezzato in due durante lademolizione non si sa bene come autorizzata - a marzo 2018, sono trascorsi cinque mesi di completo disinteresse per il relitto,che ha potuto spargere indisturbato i suoi veleni nella Pialassadei Piomboni. Si aggiunga che la prima fila di minuscole panne sono state poste solo quattro mesi più tardi, a luglio 2018. Da allora alla nostra denuncia di febbraio 2019, con nafta e olii sversati ovunque, relitto semiaffondato e bonifiche non effettuate, praticamente il nulla. Finché, come prevedibile da chiunque, la nave si è spezzata definitivamente in due tronconi in marzo 2019, con chissà quanto altro materiale inquinante ancora riversato in Pialassa. Ventidue mesi per decidere e soppesare il disastro in corso. Si aggiungano poi quasi 300 mila euro per affidare consulenze senza esito in agosto 2018 e posizionare sei pali con affidamento diretto (marzo 2019), il tutto per lasciare, ad oggi e non si sa fino a quanto, il relitto ed il suo carico di inquinanti ancora a se stesso. Non una parola del Sindaco, tutore della salute pubblica, non una dal Parco del Delta che dovrebbe proteggere la Pialassa.

Stando ai media, ci sarà da spendere ancora qualche milione di euro di soldi pubblici per rimediare, con un ritardo che grida vergogna, ad un disastro annunciato ed ignorato da chi doveva autorizzare, vigilare, provvedere a salvaguardare porto,ambiente e salute con la massima urgenza. Andremo a fondo con altri accessi agli atti che, nel caso, verranno trasmessi alla Magistratura.

MeetUp A riveder le stelle Ravenna

Torna su
RavennaToday è in caricamento