Commemorati i partigiani uccisi sul fiume Reno

L'assessore Cameliani ha sottolineato come nei mesi del 1944 e 1945 qualcuno dopo aver visto i corpi dei partigiani uccisi, che forse era inutile resistere

Sabato mattina si è svolta sull’argine del fiume Reno, lungo la Romea,  la cerimonia promossa dall'Anpi per celebrare il sacrificio dei partigiani uccisi dai nazifascisti il 2 marzo 1945. Tra i presenti il presidente dell’Anpi provinciale Sergio Frattini e l'Assessore Massimo Cameliani che nel suo discorso ha ricordato gli appartenenti alla ventottesima Brigata Garibaldi " Mario Gordini" caduti per la libertà il 2 marzo 1945 sulla riva sinistra del fiume Reno, e quelli caduti il 20 aprile sulla sponda destra del Canale di Porto Garibaldi.

L'assessore Cameliani ha sottolineato come nei mesi del 1944 e 1945 qualcuno dopo aver visto i corpi dei partigiani uccisi, che forse era inutile resistere. “Ma dopo ognuna delle tragedie- ha affermato -, ci fu la forza di andare avanti, di ricostruire con tenacia. Il nazifascismo è stato vinto grazie anche ai partigiani della " Mario Gordini". Essi con il loro sacrificio di vita hanno dimostrato che nella storia dei popoli non c'è nulla di irrimediabile, se quei popoli hanno il senso della libertà e della dignità nazionale”.

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