Consulta antifascista: "La commemorazione di Ettore Muti non va autorizzata"

La pensa così la Consulta provinciale Antifascista di Ravenna, commentando l'iniziativa di Forza Nuova che domenica si ritroverà al cimitero monumentale di Ravenna per commemorare la morte del gerarca fascista

Non c'è alcuna ragione per autorizzare il raduno fascista di domenica: infatti non è una visita a un defunto, perchè le spoglie del gerarca Ettore Muti non sono più a Ravenna da un anno". La pensa così la Consulta provinciale Antifascista di Ravenna, commentando l'iniziativa di Forza Nuova che domenica si ritroverà al cimitero monumentale di Ravenna per commemorare la morte del gerarca fascista.

"Si tratta di una manifestazione di fascisti vecchi e nuovi, apologetica di quell'ideologia che distrusse la democrazia, portò gli italiani alla rovina bellica e poi alla tessitura di trame eversive, golpiste e terroriste che insanguinarono l'Italia fino a pochi decenni fa e ora cerca l'ennesimo tentativo di revanche. L'articolo 4 della Legge 645/52 recita ancora così: “Apologia del fascismo: chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni etc”. Muti fu addirittura segretario generale del partito nazionale fascista nel 1940, quando l'Italia fu portata alla tragedia della guerra. Larga parte della cittadinanza ravennate, in particolare negli ultimi tre anni, si è chiaramente espressa contro tal genere di esibizioni fasciste. Tre petizioni, sette manifestazioni di segno antifascista negli ultimi quindici mesi, numerose interrogazioni parlamentari, una pluralità di prese di posizione di partiti e associazioni sono nella cronaca pubblica ravennate. Anche questa volta al Ministro degli Interni ricordiamo con forza che il fascismo è una ideologia per nulla ammessa dalla Costituzione, anzi. Il “liberamente fascista” non esiste nella legislazione italiana. La Consulta invita la cittadinanza a partecipare alla manifestazione per l'eccidio dei Martiri del Ponte degli Allocchi, chiede la convocazione del Comitato Antifascista del Comune di Ravenna e sollecita il rafforzamento della legislazione di contrasto al neofascismo".

Il Gruppo misto

"La destra sociale italiana, una forza politica  che ha alle spalle una  forte tradizione di ordine, disciplina e rispetto della legalità, per farsi notare non può infrangere la legge - commenta Marco Maiolini, consigliere del Gruppo Misto - Sì, perchè è proprio di questo che si tratta: l’art.4 della legge 645/52 dice chiaramente che non si possono pubblicamente esaltare esponenti del fascismo. I principi della destra sociale italiana hanno sempre puntato al rispetto delle leggi esistenti, prima fra tutte la Costituzione. Continuare a mantenere un anacronistico e nostalgico filo con il ventennio fascista, oltre ad essere illegale, non paga. Il primo a capirlo fu proprio Giorgio Almirante, quando nel bel mezzo degli anni di piombo, prima delle elezioni del ‘72, proibì il saluto romano in piazza, ottenendo un risultato elettorale straordinario; seguito poi nei tempi più recenti da Fini che esplicitamente ripudiò ogni legame col fascismo, affermando che dal 1993 l'antifascismo é un valore condiviso da tutti, anche dalla destra. Auspico quindi che anche gli esponenti della destra sostenitrice di quei valori, coerentemente, condannino certi gesti ed atti inutili, anacronistici ma soprattutto fuorilegge".

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