Imam all'università, la Lega: "Meno grancassa e più obiettività"

Questo il commento del segretario della Lega Nord, Jacopo Morrone, in merito al corso di formazione, che si terrà nella sede di Giurisprudenza del Campus di Ravenna, rivolto agli imam e ai ministri di culto di altre religioni

"Un’iniziativa all’apparenza lodevole. Ma sono le spiegazioni che la giustificano che destano qualche perplessità. Se è condivisibile l’obiettivo di promuovere l’esercizio della libertà religiosa in coerenza con i principi fondanti della nostra società, ci sembra che mettere in pratica questo principio risulti difficile, soprattutto se non si riconosce, come appare dalla presentazione di questo corso, la realtà quotidiana dell’islam in Italia”. Questo il commento del segretario della Lega Nord, Jacopo Morrone, in merito al corso di formazione, che si terrà nella sede di Giurisprudenza del Campus di Ravenna, rivolto agli imam e ai ministri di culto di altre religioni provenienti da paesi extra Unione Europea e che intendono operare in Italia, per un dialogo fra religioni e culture, contribuendo alla costruzione di una convivenza sociale pacifica e nonviolenta.

“Lo scopo del corso sembrerebbe quello di insegnare agli imam la convivenza e il rispetto reciproco. Ma non ci illudiamo - afferma l'esponente del Carroccio -. Ci stupisce, infatti, che si parli di imam come di ministri di culto. E’ noto infatti che le correnti principali dell’Islam non riconoscono un ‘clero’, né gerarchie, non ci sono quindi preti, vescovi, papi alle cui indicazioni tutti si attengono. Quando un musulmano prega si rivolge direttamente al proprio dio senza bisogno di un intermediario. Non si possono quindi confondere gli imam con i sacerdoti. Si tratta di una realtà del tutto diversa. Gli imam sono guide sul piano spirituale, ma anche socio-politico. Nel senso che i contenuti delle loro prediche spaziano su tutto: nell’islam non c’è infatti distinzione tra religione, politica, cultura e società".

"E le moschee (che non sono luoghi di culto, ma hanno natura polivalente, spesso politica) o i centri islamici sono spesso i luoghi attraverso i quali l’islam radicale, per mezzo delle prediche di questi imam, si irradiano nel mondo musulmano soprattutto all’estero. Non lo diciamo noi, ma la mole di inchieste e approfondimenti realizzati in questi anni in Italia e all’estero - attacca Morrone -. In Italia, poi, ci sono per lo più imam fai da te, che durante la settimana svolgono un altro lavoro e che il venerdì si trasformano in predicatori. Manca ancora un elenco ufficiale degli imam, ma anche in questo caso le varie correnti musulmane sono divise su quali siano i requisiti per ottenerla e anche un elenco di imam ufficializzato non metterebbe al riparo dalla presenza di predicatori radicali e estremisti. E non crediamo che possa essere la frequentazione di corsi come quello di Ravenna a garantire l’acquisizione di valori propri della civiltà occidentale che vanno in senso opposto e contrario alla conservazione dei principi contenuti nell’islam tradizionale. Possiamo quindi comprendere le svariate ragioni per cui è stata promossa questa iniziativa, ma pensiamo anche che meno grancasse e più obiettività avrebbero potuto dare un’immagine più realistica e concreta della realtà".

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