Crisi delle nascite: "Fondamentale coinvolgere anche i consultori"

Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale “Civici” Ravenna, commenta la scelta del sindaco Michele de Pascale di istituire un "tavolo della natalità" per cercare soluzioni alla crisi delle nascite

L'allarme è stato lanciato una settimana fa, durante il consiglio comunale di martedì, occasione in cui il sindaco Michele de Pascale è stato molto chiaro sui numeri e sulle intenzioni. "A Ravenna in 7 anni le nascite si sono ridotte del 30%. Nel 2009 le nascite sono state 1482; 7 anni dopo, nel 2016, solo 1062. E' evidente che dietro a questo calo ci sia una "non libertà" da parte dei cittadini: molte coppie non hanno più le risorse necessarie per poter mettere al mondo un figlio. Da qui l'idea di un tavolo aperto a tutte le realtà sociali del nostro territorio, una su tutte l'Ausl, per collaborare e cercare delle soluzioni".

"È sicuramente apprezzabile l’impegno del sindaco e presidente della Provincia sulle politiche rivolte alla famiglia e alla natalità che partono da un osservatorio in grado di focalizzare i bisogni effettivi per poi fare sintesi mediante un tavolo di lavoro - commenta Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale “Civici” Ravenna - Pur distinguendo le competenze generali a carico del legislatore, l’ente locale ha compiti altrettanto importanti su questo versante, a cominciare dalla rimozione degli ostacoli di natura sociale ed economica che sempre di più penalizzano il nucleo primario della famiglia. E in questo senso le argomentazioni del primo cittadino in larga misura condivisibili sono manchevoli, tuttavia, di un soggetto fondamentale: vale a dire il rapporto sempre più centrale con i consultori, quali istituzioni di servizio per la procreazione, assistenza alla maternità, valorizzazione sociale e personale della famiglia e della donna. In stretta sintonia con i servizi dell’azienda Usl e il ricco mondo del volontariato, l’ente locale deve promuovere e sviluppare la rete di servizi di prevenzione e quelli sociali e sanitari, intensificando tutte le iniziative atte a rimuovere le cause dell’aborto favorendo interventi volti a prevenire e a rendere meno pesanti le difficoltà di natura sociale ed economica. Lo sforzo, quindi, deve andare nella direzione di favorire una maternità consapevole fornendo un adeguato supporto alle famiglie, specie quelle in condizioni di fragilità e di disagio. In altre parole, da una parte vanno favoriti la formazione e il sostegno della famiglia riducendo il forte impatto di carattere economico, dall’altra vanno potenziati i servizi per la tutela della maternità e tutti gli interventi sociali di assistenza ai minori e ai genitori. Per questo i consultori devono essere parte attiva".

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