Crollano i fondi per gli asili: disponibili appena 625mila euro

"Dal 2011 i fondi regionali destinati alle strutture educative da zero a tre anni, - pubbliche e private, - sono drasticamente diminuiti, sino ad arrivare alla completa esclusione di ogni tipo di trasferimento da parte della Regione stessa", osserva Spadoni

"Dal 2011 i fondi regionali destinati alle strutture educative da zero a tre anni,  - pubbliche e private, -  sono drasticamente diminuiti, sino ad arrivare alla completa esclusione di ogni tipo di trasferimento da parte della Regione stessa. Per quanto riguarda l’anno in corso, sulla base di residui non spesi negli esercizi precedenti o dovuti alla mancata realizzazione d’ interventi o, ancora, per una rendicontazione inferiore rispetto al finanziamento previsto, sono disponibili residui pari a 625.460,37 euro". A fare il punto è il consigliere provinciale dell'Udc, Gianfranco Spadoni.

"Tenuto conto dei criteri di assegnazione previsti dalla Provincia per il 2013, saranno, quindi, disponibili 475.460,27 euro per soggetti pubblici e 150mila euro per quelli privati: cifre molto inferiori rispetto agli anni precedenti - analizza Spadoni -. Nel 2010 con risorse del 2009 sono stati stanziati 912.825,35 di cui 601.1790,22 per il pubblico e 311.124,13 per il privato; nel 2012 con risorse 2010, euro 825.766,18 di cui 616.951,76 riservati al pubblico e 208.814,54 al privato, mentre nel 2013 la Provincia con risorse inutilizzate negli anni precedenti, prevede di stanziare 625.460,37 con quota al pubblico di 475.460,37 euro e 150mila euro destinati al privato".

"Siamo di fronte ad una contrazione molto accentuata,  specie per il privato che svolge una funzione pubblica a tutti gli effetti e che si vede diminuire tali contributi per le spese di investimento, manutenzione, restauro,  acquisto o ripristino di edifici da destinare, appunto, a servizi educativi per la prima infanzia - continua l'esponente dell'Udc -. In questo modo si dimentica, infatti, il forte valore d’ integrazione, di complementarietà e sussidiarietà  offerte dal servizio dei privati e, non ultima della federazione delle scuole materne paritarie F.I.S.M., costrette ad operare con risorse sempre più limitate al limite della sopravvivenza".

"Da una parte è apprezzabile aver messo a disposizione residui degli esercizi precedenti per l’anno in corso, - peraltro si tratta di risorse  a specifica destinazione,  e quindi non utilizzabili su altri fronti, - dall’altro, tuttavia, non è possibile registrare la forte contrazione dei contributi in un settore così importante e delicato come questi - continua Spadoni -. È  difficile, infatti, comprendere come la stessa Provincia di Ravenna, ad esempio,  possa dare 20mila euro per la Notte Rosa, 100mila euro per il centenario della nascita di Milano Marittima, e molte altre risorse di notevole importanza, vale a dire centinaia di miglia di euro,  a S.te.p.r.a. per assicurare la sua sopravvivenza, e  limitare sensibilmente, invece, il sostegno alle famiglie e alle strutture educative del nostro territorio".

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