Darsena, "il Consiglio territoriale sospende i rapporti istituzionali con la Giunta"

Il consiglio Darsena è unanime sulle questioni di principio formulate nelle premesse del documento, basate innanzitutto sul “perdurante atteggiamento tenuto dall’amministrazione comunale nei confronti del Consiglio territoriale"

Il Consiglio territoriale della Darsena ha approvato lunedì a larga maggioranza, con 9 voti a favore, da parte di Lega Nord, Lista per Ravenna, Cambierà, Forza Italia e PRI, e 3 contrari, da parte di Pd e Art. 1 Mdp un ordine del giorno, proposto dal presidente Nicola Grandi di Lista per Ravenna, il quale stabilisce che, se il sindaco e la sua giunta non cambieranno atteggiamento nei suoi confronti, “sospenderà ogni rapporto istituzionale con gli uffici di gabinetto e di segreteria del sindaco e della giunta comunale, limitando il prosieguo della propria attività istituzionali ai rapporti con i soli uffici amministrativi e tecnici del Comune”. A parte il dispositivo, il consiglio Darsena è unanime sulle questioni di principio formulate nelle premesse del documento, basate innanzitutto sul “perdurante atteggiamento tenuto dall’amministrazione comunale nei confronti di questo Consiglio territoriale, che è stato continuamente ignorato dal sindaco e dalla sua giunta nella stragrande maggioranza delle situazioni e degli eventi pubblici/partecipativi che si sono svolti sul suo territorio”.

Pur tenendo conto che “sovente gli eventi di cui sopra sono organizzati da realtà private, che in buona fede non coinvolgono il consiglio territoriale per ragioni di opportunità o di mancata conoscenza, è pur vero – afferma l’ordine del giorno - che spetterebbe all’amministrazione, nel rispetto dei reciproci ruoli, coinvolgere anche il Consiglio territoriale non solo in quanto di natura pubblica, ma anche per l’aspetto progettuale”. Dall’aver constatato “con amarezza come questo non avvenga praticamente mai, mentre il coinvolgimento del Consiglio stesso rimane limitato ai casi irrinunciabili (ma spesso inutili) di espressioni di pareri talvolta assolutamente assurdi e inaffrontabili” è discesa la volontà, dichiarata nell’ordine del giorno, in caso del “perdurare di tale atteggiamento, di assumere iniziative, anche drastiche, a tutela del ruolo e delle incombenze assegnate a questo consesso dallo Statuto e dal Regolamento del Comune di Ravenna”.

Commentano Partito Democratico, Art.1, Sinistra per Ravenna del Consiglio territoriale Darsena: "Sbalordisce come un documento, che avrebbe dovuto unire il Consiglio per ampliare il coinvolgimento dell'organismo decentrato, venga usato invece come una clava politica. Il presidente Grandi lo ha proposto in extremis, in coda al consiglio fra le "varie ed eventuali", commettendo una grave scorrettezza istituzionale. Un documento peraltro così pesante nei toni, che arriva a ventilare un'interruzione dei rapporti con la Giunta. Atto che nei fatti renderebbe totalmente impotente l'organismo che Grandi presiede. La modalità e gli accenti utilizzati ci fanno pensare che il presidente si sia lasciato andare ad un atto di strumentalità tutta politica, che rappresenta un pessimo servizio alla comunità che dobbiamo rappresentare. Il consiglio territoriale deve servire al territorio appunto, non alla visibilità personale del suo Presidente. Quando Grandi vorrà parlare di come rendere più efficace l'azione delle Consulte territoriali e di come vederle maggiormente ricomprese nell'azione amministrativa ci vedrà disponibili al dialogo. Ma finché rincorrerà velleità personali e/o di parte, con un atteggiamento che mal si concilia con le funzioni super partes di un presidente, ci vedrà radicalmente contrari".

Sulla questione è intervenuto anche il Partito Repubblicano di Ravenna, che "non condivide nella forma e nella sostanza, l'ordine del giorno strumentalmente approvato dal C.T. Darsena, carpendo la buona fede del proprio consigliere, al quale conferma la fiducia. Tali iniziative, in un momento in cui è aperta una discussione laica sul ruolo che dovrà avere la partecipazione dei cittadini al decentramento amministrativo, danneggiano il dibattito che il Partito Repubblicano auspica franco e costruttivo anche fra maggioranza e opposizione. Evidentemente al Presidente Grandi preme più una vetrina personale che la costruzione di una più incisiva partecipazione".

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