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Ancisi (LpRa): "Desolante assenteismo dal voto nel consorzio di bonifica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Per legge, il sindaco deve rispondere entro 30 giorni alle interrogazioni dei consiglieri comunali. Aspetto da tre mesi la sua risposta alla mia del 9 ottobre scorso, intitolata: “Consorzio di bonifica tacitamente al voto”. Tra il 16 e il 19 dicembre, scaduto il mandato amministrativo degli organi del Consorzio di Bonifica della Romagna ricomposti dalla legge regionale cinque anni fa, si sarebbe infatti andati al loro rinnovo. 

Lamentavo che nessuna notizia era stata ancora data agli interessati, neanche nel foglio informativo allegato agli avvisi di pagamento del contributo di bonifica, trasmesso a domicilio nel mese di maggio. Le organizzazioni di categoria non avevano informato neppure i propri soci, quanto meno per comunicare le date e i luoghi delle elezioni, nonché le procedure per presentare o sottoscrivere una lista di candidati. Paventavo che il perdurante silenzio del Consorzio producesse una partecipazione irrisoria alle elezioni, in particolare dei consorziati “di città”,  cioè la grande maggioranza. In assenza di un quorum di votanti obbligatorio per la validità̀ delle elezioni, si poneva il rischio che la percentuale dei partecipanti fosse irrisoria, tale da favorire accordi preventivi di spartizione dei posti, anche in chiave politica, tra enti e categorie interessati. Chiedevo che il Comune di Ravenna, rappresentato nel consiglio di amministrazione del Consorzio dall’assessore Massimo Cameliani, si adoperasse perché venisse data la massima informazione a tutti i soci su quando, come e dove esprimere il loro diritto /dovere di elettori e di eventuali candidati all’elezione. Ma la consegna del silenzio è stata applicata anche alla mia interrogazione.

Ad oltre due settimane dal voto mancano ancora i risultati ufficiali. In loro attesa, si è letto, in altra città, che sui 418.198 aventi diritto al voto, nelle tre province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, i votanti sarebbero stati meno di 900, appena lo 0,21%. Nel 2010 furono 2.116, risultato striminzito, ma oltre doppio dell’attuale.

L’astensionismo si può spiegare sì con la carenza di informazione, ma soprattutto con lo scarso apprezzamento popolare di questo genere di istituzioni, che si sostengono con il contributo obbligatorio imposto a tutti i proprietari di terreni e di fabbricati, oltre ai versamenti dello Stato e della Regione. I contributi richiesti per legge sono giuridicamente dovuti per il finanziamento di spese pubbliche destinate al soddisfacimento di bisogni pubblici divisibili non prestati su domanda. Ma nel caso dei Consorzi di bonifica non esiste per i contribuenti la possibilità di rendersi conto, in proporzione ai loro versamenti, dei benefici “divisibili” che ne ricevono direttamente alle rispettive proprietà, impalpabili soprattutto per i residenti nelle città e nelle zone urbanizzate. Alquanto latitante è in genere anche la piena trasparenza della spesa e degli investimenti a carico pubblico.

Amministratori eletti da una manciata di contribuenti nel Consorzio di Bonifica della Romagna, che comprende oltre 60 Comuni per un superficie di oltre 350 mila ettari, gestiranno, per il quinquennio 2016-20,  circa 20 milioni di euro l’anno. Quello che serve - per cui Lista per Ravenna si è battuta in prima persona - è una profonda riforma nazionale del settore, sempre invocata, che il mosaico delle Regioni non può affrontare seriamente".

Alvaro Ancisi, capogruppo Lista per Ravenna
 

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