Dimissioni di Ranalli, la Lega attacca: "L'Unione dei Comuni della Bassa Romagna cade a pezzi"

"C'è voluto poco prima che la "bolla rossa" scoppiasse anche in Bassa Romagna". Commenta così Enrico Zini, capogruppo Lega in Unione dei Comuni

"C'è voluto poco prima che la "bolla rossa" scoppiasse anche in Bassa Romagna." Commenta così Enrico Zini, capogruppo Lega in Unione dei Comuni, "a pochi mesi dall'insediamento, il Sindaco di Lugo Davide Ranalli ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna proprio alla vigilia dell’approvazione del DUP 2020-2022, del bilancio di previsione e di quello che per alcuni membri della giunta è lo "spettro" della Fiera Biennale, la quale invece dovrebbe essere occasione di lustro." Zini continua "Questo gesto, oltre che improvviso, è anche improvvido  e conferma il momento di debolezza e di smarrimento che vive da tempo la Giunta dell'Unione dei Comuni."

"Agli occhi di Ranalli la realtà dell'Unione è cambiata rispetto all’insediamento. Nel suo discorso di dimissioni dai toni pacati la sua visione, ora più aderente alla realtà,  sconfessa in toto quel discorso “fantastico”, nel quale ha pure citato Ironman, che l’ormai ex presidente fece in fase di insediamento, quando si proclamava paladino di linee di mandato, dalla Lega sempre definite discutibili e poco aderenti ai bisogni dei cittadini" continua la nota. “E’ ovvio che le motivazioni delle dimissioni vanno cercate altrove: esse sono la conferma che le schermaglie politiche interne non hanno trovato soluzioni nel palazzo” osserva Zini, che poi commenta "Questa situazione sicuramente non favorisce la credibilità dell’Ente che, attraverso la "governance", doveva garantire servizi migliori e risparmi ai Comuni, ma in realtà si è dimostrata un teatrino di "prime donne".

"La mancanza di una visione coesa traspariva tra gli scranni già dai primi Consigli e, spettacolo forse peggiore, è stato il plotone di esecuzione formato da alcuni membri della Giunta quando hanno preso le distanze dal gesto di Ranalli. Non tanto mai per l'intento, ma quanto per il modo con cui a lui si sono riferiti. L’auspicio del gruppo consiliare Lega -  conclude Zini -  non può altro che essere l'elezione di un presidente che possa traghettare l'Unione in questi 5 anni e che comprenda, soprattutto in questo momento delicato di transizione, l’importanza della collaborazione continua con tutti i gruppi consiliari, per cercare di restituire credibilità all’Unione e condurla al suo scopo primigeneo."

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