Elezioni, Graziani ('AlfonsineSì'): "Coi cittadini serve una comunicazione bilaterale"

In vista delle elezioni amministrative del 26 maggio, il gruppo Pd di Alfonsine ha rivolto alcune domande a Riccardo Graziani, candidato sindaco per il centro sinistra di 'AlfonsineSì'

In vista delle elezioni amministrative del 26 maggio, il gruppo Pd di Alfonsine ha rivolto alcune domande a Riccardo Graziani, candidato sindaco per il centro sinistra di 'AlfonsineSì'.

Sei giovane, hai 38 anni e alle spalle un'esperienza solida come assessore per il Comune di Alfonsine. Ora candidato sindaco. Parlaci di come vivi il tuo rapporto con la politica.
Ho iniziato ad appassionarmi alla politica, sempre in ambito cittadino, oltre quindici anni fa, vivendola in prima persona soprattutto dopo il conseguimento della laurea; ma al contempo ho sempre svolto la professione di avvocato. Penso infatti che, soprattutto per quanti si impegnino in politica a livello locale, sia importante mantenere una propria indipendenza e professionalità, sapendo svolgere un mestiere. Premesso questo, mi piace attenermi al significato più etimologico di “politica”, in particolare come termine inerente a tutto ciò che appartiene alla dimensione della vita comune. In caso di elezione, credo che l’esperienza da assessore possa essere senz’altro utile, in quanto mi ha dato modo di conoscere la macchina amministrativa e il suo funzionamento. Però non sono mica così sicuro di potermi annoverare tra i giovani, a quasi 38 anni: un caro amico, docente di lettere nei Licei (e coetaneo), mi ricorda sempre che Dante, nella celebre frase “nel mezzo del cammin di nostra vita” facesse riferimento alla propria età di trentacinquenne. Per cui…

Sei un avvocato, è nel tuo Dna l’uso preciso del linguaggio. Trovi che questo sia un vantaggio o uno svantaggio in questa epoca di comunicazione politica troppo spesso volubile, imprecisa nelle parole usate e camaleontica?
Saper comunicare è oggi più che mai tema di grande rilievo. È senz’altro positivo che un’amministrazione tenga aggiornati con costanza i propri cittadini delle proprie iniziative e che ci sia con questi ultimi una continua interazione, bilaterale e non unilaterale, che consenta di correttamente orientare l’azione amministrativa successiva. Questo è senz’altro l’aspetto che più apprezzo, nell’ambito di una buona comunicazione. Tuttavia, credo che alcuni aspetti di comunicazione politica siano divenuti, nel corso del tempo, ipertrofici: infatti, rimango perplesso di fronte a quella politica esclusivamente fondata su annunci e dichiarazioni ma, alla prova dei fatti, priva di contenuti e di ricadute positive (effettive) nella vita quotidiana.

La tua campagna elettorale ha come slogan “Ascoltare e fare. La forza del lavorare insieme”. Ci vuoi parlare del perché hai scelto queste parole?
Semplicemente, credo che il collettivo venga sempre prima del singolo, soprattutto se si vogliono raggiungere risultati importanti. Proprio per questo motivo si è dedicato molto tempo, oltre che alla costruzione del programma di AlfonsineSì, anche alla individuazione dei nostri candidati al Consiglio Comunale: esaminando il curriculum e le esperienze di ognuno, si può percepire come siano presenti competenze, anche specialistiche, molto eterogenee e complementari tra loro. E nel caso in cui la nostra coalizione fosse chiamata al governo del territorio, su queste competenze potremo fare affidamento.

Sei presente ma a volte non ti si vede come accade per altri uomini politici. Ci vuoi parlare di questo tuo tratto caratteriale?
Questa è una domanda allo stesso tempo semplice ma anche articolata! Alla quale, per riservatezza risponderò come è giusto che sia, ma non mi dilungherò. Credo sia sicuramente importante essere presenti e disponibili all’ascolto: al contrario, il “presenzialismo rumoroso” non contempla un ascolto effettivo delle necessità dell’altro, ma si sostanzia, sovente, in una autoreferenzialità fine a sé stessa.

Se dovessi parlare di questi mesi e di questa esperienza di campagna elettorale, cosa diresti?
È stata un’esperienza formativa e molto intensa; spesso faticosa, in quanto andava declinata senza togliere tempo ai doveri di assessore e, al contempo, svolgendo la mia professione. Ho sempre vissuto il nostro territorio; inoltre, avendo avuto la possibilità di fare parte dell’amministrazione uscente, si ha spesso, magari inconsciamente, la sensazione di conoscere tutto (o quasi) della nostra città. In realtà, c’è sempre qualcosa di nuovo da apprendere, c’è sempre una persona che non si era mai avuto occasione di incontrare prima: ed è per questo che ho voluto descrivere questa esperienza innanzitutto come formativa. Pertanto, qualunque sia l’esito, ho avuto la possibilità di interagire con moltissimi cittadini e realtà operanti nel nostro territorio; ogni componente della nostra squadra potrà portare con sé un nuovo e rinnovato grado di consapevolezza della realtà in cui vive.

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