Politiche 2018, collegi sicuri e in bilico: ecco chi ha chance di elezione in Romagna

La metà dei collegi romagnoli, tre su sei, sono dati in bilico tra centro-sinistra e centro-destra, mentre gli altri tre sono considerati sicuri da parte del Pd e degli alleati

La metà dei collegi romagnoli, tre su sei, sono dati in bilico tra centro-sinistra e centro-destra, mentre gli altri tre sono considerati sicuri da parte del Pd e degli alleati. Il dato emerge da un'analisi elaborata dal professore dell'università di Bologna, Salvatore Vassallo, sulla base dei risultati di tutti gli ultimi sondaggi, ma anche dall'analisi dei flussi di voto rispetto alle ultime elezioni del 2013 in ogni singolo collegio del “Rosatellum”. Un'analisi su più fattori che, chiaramente, lascia ampi spazi di ribaltamento.

Collegi uninominali della Camera

Partendo dal collegio di Ravenna, il più “rosso”, il candidato Pd Alberto Pagani viene accreditato al 38,61% dei voti, e quindi staccato notevolmente dalla diretta concorrente Samantha Gardin (Lega Nord), data al 27,05% e da Davide Zanforlini del M5S al 23,05%. Nel collegio di Forlì-Faenza Marco Di Maio, candidato di centrosinistra è dato al 37,55%, contro il 28,56% di Andrea Cintorino (Lega Nord) e Annamaria De Bellis (M5S) al 22,85%. Scendendo verso sud si riduce il margine del Pd. Quello di Cesena alla Camera è un collegio in “grigio” nell'analisi di Vassallo. Permane la prevalenza di Fabrizio Landi (Pd) al 34,51%, ma tallonato da Simona Vietina (Forza Italia) al 30,11% e da Sergio Culiersi (M5S) al 25,10%. Infine proprio sul filo è Rimini: Sergio Pizzolante (Civica Popolare, sostenuto dal Pd) viene dato al 31,42%, a testa a testa con Elena Raffelli (Lega Nord) al 31,71%, mentre la deputata uscente Giulia Sarti è accredita al 26,89%.

Collegi uninominali al Senato 

La Romagna è suddivisa in due collegi. Quello di Ravenna-Forlì-Faenza viene dato come sicuro al centro-sinistra, con questo risultato: Stefano Collina al 39,19% per il centro-sinistra, Massimiliano Alberghini per il centro-destra al 28,12% ed infine Alessandro Ruffilli per il Movimento 5 Stelle al 21,72%. E' sempre la parte sud del nostro territorio a mostrare situazioni in bilico: il collegio di Rimini-Cesena è dato lievemente in vantaggio Tiziano Arlotti per il centro-sinistra (34,19%), seguito da Antonio Barboni (Forza Italia) al 31,26% ed infine la candidata grillina Carla Franchini al 24,52%.

Collegi plurinominali 

In Romagna si eleggono poi anche i candidati in base al risultato proporzionale con un unico collegio per la Camera che comprende tutte e tre le province. In questo maxi-collegio si eleggono ben 7 deputati. Per quanto riguarda il Senato la Romagna si trova in un collegio più grosso, che raggruppa anche le province di Bologna e Ferrara, che elegge 8 senatori. Quest'ultimo collegio, in tutti i diversi partiti, è appannaggio soprattutto di candidati bolognesi o “paracadutati” da altre zone d'Italia. Sempre secondo l'analisi e la proiezione di Vassallo in tutta l'Emilia-Romagna con i collegi proporzionali (sono quattro, di cui uno è quello Romagnolo) si eleggerebbero 11 deputati Pd, 7 del Movimento 5 Stelle, 3 di Forza Italia, 4 della Lega Nord, 2 di Liberi e Uguali e 1 di Fratelli d'Italia. Per il Senato (2 collegi proporzionali) invece, sempre secondo lo stesso studio si eleggerebbero 6 senatori Pd, 3    del M5S, 1 di Forza Italia, 2     della Lega Nord, 1 di Fratelli d'Italia e 1 di Liberi e Uguali. Gli eletti in questo caso "scorrono" dal capolista in già in listini bloccati, dove sono presenti delle pluricandidature.

I possibili eletti

Se quest'analisi elaborata dal professor Vassallo è corretta, chi ha maggiori possibilità di andare in Parlamento sono Alberto Pagani (Ravenna), Marco Di Maio (Forlì), Fabrizio Landi (Cesena), Stefano Collina (Faenza), Tiziano Arlotti (Rimini) e Sandro Gozi (Cesena) per il Pd, seguiti da Giulia Sarti (Rimini), Carlo Ugo De Girolamo (Forlì) e Marco Croatti (Rimini) per il M5S, Jacopo Morrone (Forlì) ed Elena Raffelli per la Lega Nord, Giovanni Paglia (Faenza) e Vasco Errani (Ravenna) per Liberi e Uguali. Partita ancora tutta da giocare anche per Simona Vietina e Antonio Barboni (Forza Italia) e Sergio Pizzolante (Civica Popolare). C'è da dire che una cosa sono gli studi e le analisi sulal carta, un'altra l'esito delel urne e quindi potrebbero non mancare sorprese.

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