Le sardine in piazza Kennedy attaccano la destra: "Loro giocano sulla paura: noi vogliamo apertura"

Una piazza Kennedy piena di gente attacca "la politica che urla e non ragiona". Duri su Salvini che citofona: "E' una vergogna"

Foto Massimo Argnani

Dopo l'appuntamento in Darsena del 5 dicembre scorso, il movimento delle sardine si è ripresentato a Ravenna in occasione della chiusura della campagna elettorale e in concomitanza del comizio di Salvini, Borgonzoni, Meloni e Berlusconi. Questa volta la location scelta dalle sardine è piazza Kennedy - a breve distanza da piazza del Popolo dove contemporaneamente vanno in scena i leader del centrodestra - che si riempie con tanti striscioni, sardine e anche molti libri, proprio come avevano richiesto i portavoce del movimento sui social. Sono circa 5000 i presenti in piazza, giunti per contrastare la compagine di centrodestra: tra il pubblico molti giovani ma anche i "sardoni", il gruppo delle sardine più anziane e anche alcuni rappresentanti politici del centrosinistra.

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"Noi dinamici, loro statici"

Il primo a prendere la parola tra le Sardine è Tommaso Polci che spiega subito: "Noi oggi siamo qui per contrastare quelli che sono in piazza del Popolo, non per ciò che sono, ma per ciò che rappresentano e ciò che dicono". Passa poi a parlare dei valori che rappresentano il movimento delle sardine, rispondendo a chi afferma che non hanno ideali: "Se l'antifiscismo e la Costituzione non sono un contenuto, allora non so davvero cosa possa esserlo. Ma il valore più bello secondo me è la complessità. Siamo tanti, siamo diversi, siamo imperfetti. Siamo dinamici, mentre di là c'è una piazza statica, conformista". L'attacco alla destra continua: "Loro stanno fermi e giocano sulla paura, sulla chiusura. Noi siamo completamente diversi: siamo per l'apertura e la dinamicità". Non manca poi una stoccatina anche al ravennate Amadeus; prima di passare la parola a un'altra giovane rappresentante delle sardine ravennati sottolinea: "Mi faccio da parte come ogni grande uomo che dovrebbe stare dietro a una grande donna".

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"Una politica che non urla e non racconta fake news"

Prende poi il microfono Giulia Nuti, che spiega la "forza" delle sardine: "Abbiamo gli anticorpi giusti per contrastare la retorica di chi vuole mettere un uomo contro un altro uomo, di chi lucra su notizie false dando risposte semplici a problemi complessi. Questa è una piazza che si batte per una politica diversa: una politica che non urla ma ragiona, una politica che non si divide ma si confronta. Una politica che non racconta fake news, ma che si prende la responsabilità di spiegare e dare risposte difficili a problemi difficili". Il voto del 26 gennaio è un'occasione per "combattere l'indifferenza - spiega Giulia - Non essere indifferenti significa portare avanti valori come la solidarietà, l'accoglienza, il rispetto, la dignità, la non violenza e l'antifascismo. Questi sono valori incompatibili con una politica che urla, fomenta odio, strumentalizza la realtà e i fatti a proprio piacimento. Sono incompatibili con chi citofona a casa di un libero cittadino solamente in base a illazioni".

Il tema della fake news viene di nuovo ripreso dai portavoce delle sardine con un piccolo scherzo: "Dopo che Patti Smith ci ha dato il suo sostegno, Dustin Hoffman si è dimostrato contento di questa iniziativa... E quindi stasera Dustin Hoffman è qui!". Tutta la piazza si gira, ma dell'attore americano, naturalmente, nemmeno l'ombra. Dopo un attimo di comprensibile smarrimento, il motivo dello scherzo viene svelato: "Questa è la responsabilità che hanno le persone che si trovano qui (su un palco, ndr) dove siamo noi. Quanto è facile creare fake news e poi approfittarne? Noi chiediamo ai politici di essere trasparenti e di non abusare del proprio potere. Salvini sta trasformando i media in un circo da utilizzare a suo piacimento. Quello che è successo in questi giorni, quando è andato a citofonare, è una vergogna, una giustizia alla texana".

"Ravenna non deve essere liberata. E' stata liberata tanto tempo fa"

Dopo le parole, come da tradizione, le Sardine hanno lasciato spazio alla musica, cominciando da "Bella Ciao", e a testimonianze di antifascismo. Perchè "Ravenna non deve essere liberata, come dicono sull'altra piazza. Ravenna è stata liberata tanto tempo fa, nel 1944".

Foto Massimo Argnani

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