Elezioni regionali, Mazzoni (FI): "Vie di comunicazione romagnole inadeguate e malmesse"

A parlare è La candidata alle Elezioni Regionali 2020 per Forza Italia, Daniela Mazzoni.

"Apprendiamo, non senza qualche scetticismo, dei buoni propositi per il futuro espressi da membri uscenti della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna sulle infrastrutture in Romagna; peccato che in questi ultimi cinque anni il tema non sia stato attenzionato da chi ora lo sostiene come priorità. Purtroppo, è evidente a tutti il quadro disastroso delle vie di comunicazione del territorio ravennate e romagnolo. L’Adriatica, in particolare nel tratto in prossimità di Cervia giungendo da nord, escludendo il segmento della variante di Savio, mantiene tuttora le dimensioni originarie delle proprie carreggiate particolarmente strette e insicure". A parlare è la candidata alle elezioni regionali per Forza Italia, Daniela Mazzoni.

"La situazione non è certo rosea per l’unico collegamento Ravenna-Forlì costituito dalla Ravegnana, la quale possiede ancora caratteristiche di pericolosità e spazi ridotti per lo scorrimento dei veicoli, senza banchina ai lati della strada - dice la candidata berlusconiana -. La Reale, il collegamento Ravenna-Ferrara, è anch’essa strettissima se si considera la mole di traffico che porta quotidianamente, caratterizzata dall’attraversamento di molti centri urbani. Se poi affrontiamo l’E45 e la Romea, sorgono altrettanti evidenti criticità, sempre legati alla  notevole pericolosità e a un elemento costante in tutti i segmenti viari presi in esame, ovvero la pavimentazione stradale con asfalti ormai distrutti dagli enormi crateri in superficie, di tanto in tanto sottoposti a manutenzione, con ricoperture e riporti posticci di materiale bituminoso.  E’ anche il caso delle strade a servizio del porto ravennate: la semplice percorrenza di qualche breve tratto viario è sufficiente per sottoporre il veicolo a probabili danneggiamenti".

"In generale si tratta di una situazione pericolosa e assolutamente inadeguata per il carico di traffico veicolare, costretto a percorrere arterie malridotte e sottoposte ad una pessima manutenzione. Alla luce di questa situazione, ci si chiede, dunque, se l’alternativa possa essere quella del sistema ferroviario - prosegue -. Anche su questo comparto vi sono note altrettanto dolenti, perché il dramma di avere un solo binario non consente collegamenti rapidi con percorrenza in tempi certi con Faenza e Firenze, con Bologna, con Ferrara e Venezia o, ancora, con Rimini e il centro-sud d’Italia. Avventurarsi in un viaggio partendo con un treno da Ravenna costituisce una scommessa, se non un vero e proprio incubo". "I collegamenti, insomma, avrebbero dovuto rappresentare la vera priorità per lo sviluppo del territorio romagnolo. In conclusione: l’agenda politica del nuovo governo emiliano-romagnolo dovrà porre realmente al centro la questione delle infrastrutture romagnole, diversamente dai precedenti governi regionali, colpevolmente disattenti sul tema", conclude Mazzoni
                    
 

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