Hera, l'opposizione porta il caso in consiglio

Il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi interviene sulla questione Hera presentando un question time al sindaco de Pascale, mentre La Pigna prepara un ordine del giorno

"Il 7 giugno scorso, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha deliberato le conclusioni dell’indagine compiuta sul servizio integrato dei rifiuti riguardo alla società Hera e alla sua partecipata Herambiente, nonché ad Atersir (agenzia di regolazione e controllo del servizio stesso) con riferimento particolare agli affidamenti e sub affidamenti ad altre imprese, alle proroghe delle convenzioni - tra cui quella per la provincia di Ravenna, scaduta a fine 2011, tuttora in attesa che si esplichi la gara per un nuovo affidamento del servizio – e a violazioni varie al codice dei contratti". Il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi interviene sulla questione Hera, che nelle ultime ore sta facendo tanto parlare, presentando un question time al sindaco de Pascale.

"Sotto questi profili la deliberazione, trasmessa anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna e alla Procura regionale della Corte dei Conti per l’Emilia Romagna, espone una serie molteplici di criticità - inizia a elencare Ancisi - Il prolungarsi delle proroghe degli affidamenti del servizio di gestione dei rifiuti urbani ad Hera, concretizza un improprio vantaggio per tale società, viola i principi di efficacia e speditezza dell’azione amministrativa e sottrae significative risorse al mercato di riferimento; il subaffidamento di rilevanti attività del servizio viola le previsioni delle convenzioni; non sono stati improntati ai principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità gli affidamenti di appalti indetti con procedura ristretta che prevedevano attività per un tempo ben oltre i termini delle convenzioni di affidamento diretto del servizio di gestione dei rifiuti urbani alla stessa Hera; hanno violato la normativa i rinnovi di contratti operati da Hera, strumento alternativo al principio generale del ricorso alla gara; hanno violato il codice dei contratti i rinnovi dei contratti operati da Hera nei casi di superamento della soglia che imponeva l’affidamento del contratto originario con procedure a evidenza pubblica e non, come avvenuto, con procedure per lavori in economia-cottimo fiduciario; per molteplici affidamenti, non sono state indicate, come imposto dal codice dei contratti, le motivazioni tecniche ed economiche in base a cui Hera ha operato una mancata suddivisione in lotti; viola i principi della libera concorrenza la richiesta ai concorrenti di requisiti discriminanti quali le limitazioni territoriali ai fini della partecipazione alla gara; la mancata o carente indicazione, negli affidamenti operati senza evidenza pubblica, dei criteri con i quali si sono scelti gli operatori invitati e dei criteri con i quali si è assicurata la rotazione tra gli operatori disponibili viola i principi di trasparenza e non integra quelli di concorrenza e rotazione, richiamati dal codice dei contratti; l’ingiustificato ricorso a tempi particolarmente brevi per la presentazione delle offerte, nelle gare per l’affidamento di attività complesse, viola il principio di proporzionalità richiamato dal codice dei contratti e potenzialmente mina i principi di libera concorrenza e parità di trattamento, potendo indurre alla non partecipazione operatori potenzialmente interessati all’appalto; è in contrasto con la normativa vigente l’affidamento diretto a cooperative sociali di attività rientranti nel novero dei servizi pubblici rivolte a soddisfare le esigenze dell’utenza dei servizi stessi e non quelle delle cooperative stesse; l’inserimento nei bandi di clausole che prevedono termini difformi da quelli normativi è illegittimo: inoltre la semplice presentazione dell’offerta da parte dell’operatore partecipante alla gara non ne giustifica i termini diversi da quelli stabiliti dalla norma; ai fini di una corretta e verificabile, anche nel tempo, definizione di quali attività affidate da Hera ad altre imprese ricadano o no nel dettato delle leggi, è necessario che negli atti di affidamento siano chiaramente evidenziate le motivazioni e i dati tecnici, economici ed amministrativi in base a cui è stata individuata la procedura".

"Il comune di Ravenna è uno dei principali azionisti di Hera - continua il capogruppo - nel cui consiglio di amministrazione il sindaco ha confermato quale membro Danilo Manfredi, in carica anche nel precedente mandato. Il sindaco stesso Michele De Pascale è membro del consiglio locale di Ravenna nel consiglio d’ambito di Atersir. Vista l’inaudita gravità delle contestazioni, che richiedono un riesame complessivo urgente sul coinvolgimento del Comune di Ravenna nelle responsabilità di gestione di Hera e di Atersir, e tenuto conto delle gravi carenze del servizio rifiuti sul territorio ravennate, esplose più drammaticamente nella primavera 2016, chiediamo al sindaco se intende chiedere a Danilo Manfredi di dimettersi dal consiglio di amministrazione di Hera e se intende dimettersi egli stesso dal consiglio d’ambito di Atersir, allo scopo che il Consiglio comunale riveda da zero i termini verso cui orientare il servizio rifiuti nel nostro comune su nuovi obiettivi di trasparenza e correttezza, premesse fondamentali di efficienza e validità".

Anche il capogruppo della lista civila La Pigna Veronica Verlicchi parte all'attacco. "Noi della Pigna lo avevamo già scritto il 2 dicembre 2016 - commenta Verlicchi - Vogliamo cambiare profondamente questa situazione: a tale scopo, durante questi mesi, abbiamo analizzato e approfondito tutta la problematica e nei prossimi giorni presenteremo una serie di iniziative per raggiungere l'obiettivo di eliminare il gigantesco conflitto di interessi insito in Hera spa e in Atersir, che si nutre attingendo ogni anno sempre di più, dalle tasche dei ravennati.  Stiamo preparando un ordine del giorno da sottoporre al voto del consiglio comunale e alcuni esposti alle varie autorità statali di vigilanza e controllo competenti in materia. Non ultima, l'annosa e doverosa questione dell'applicazione dell'obbligatorio contratto nazionale Fise a tutti i lavoratori delle cooperative, che per conto di Hera spa svolgono il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Questo anche a seguito dell'approfondimento tecnico che abbiamo effettuato lo scorso 4 luglio con alcuni lavoratori di tali cooperative, in stretta collaborazione con Stefano Rivola della Fit-Cisl Emilia-Romagna".

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