"Il nodo principale del parcheggio pluriplano resta in sospeso"

"La zona, all’interno del castrum romano di Ravenna, presenta altissimo rischio archeologico, ma il progetto illustrato in commissione pare, di fatto, ignorare tutto questo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Alla fine, quello che ad avviso del Movimento 5 Stelle di Ravenna è il nodo principale del parcheggio pluriplano in via Guidarelli che sostituirà gli stalli di piazza Kennedy, non è stato sciolto. La zona, all’interno del castrum romano di Ravenna, presenta altissimo rischio archeologico, ma il progetto illustrato in commissione pare, di fatto, ignorare tutto questo. Si tratta di un progetto definitivo, giunto quindi ad una fase piuttosto dettagliata, ma, se da un lato vediamo il disegno del muro di cinta a fasce bicolori, delle porte in corten e persino la sezione delle fondazioni del muro stesso, manca qualunque dettaglio del particolare più importante: come verrà ancorata la struttura al suolo? Quale la tipologia delle fondazioni e le loro dimensioni?

Dai documenti nulla sembra emergere al riguardo, solo un breve cenno nella relazione tecnica: non un disegno esplicativo della sezione e nessuna analisi geologica, tranne un rimando ad un’altra già eseguita per una zona vicina. Pare una presa in giro, mascherata dal fatto che ancora il progetto esecutivo, completo dei dettagli costruttivi, non è stato redatto. A dimostrare che un’area come questa viene equiparata a quella di un qualunque cantiere senza rischi. E se sorgono problemi, se sarà necessario sbancare o costipare perché ancora non sono state verificate le esatte caratteristiche del sottosuolo, come si procede? Risponde la responsabile dottoressa Bissi: “faremo le varianti”. Esattamente quello che, ad avviso degli esperti, non si dovrebbe fare se venisse seriamente applicata l’archeologia preventiva, se venissero tutelati i tesori del nostro sottosuolo e, perché no, anche le tempistiche dei cantieri e il lavoro delle imprese.

Naturalmente, questo significa che, parlando di progetto definitivo, se sopravvenissero rinvenimenti che sconsigliassero la prosecuzione del lavoro, si procederà ugualmente. Esattamente come successo per i cassonetti interrati davanti al Liceo Classico, con relativo “casuale” rinvenimento di una domus romana. Ma a Ravenna, come ben sappiamo, tutto questo non interessa. La carta delle potenzialità archeologiche resta potenziale a tutti gli effetti, nonostante le promesse e nonostante ve ne sia una già pronta. Domandiamo inoltre se non fosse stata idea migliore tentare con tutti i mezzi di riadattare l’area contigua dal destino ancora incerto della ex Caserma Alighieri, dove probabilmente non sarebbe stata necessaria l’istallazione di una struttura multipiano".

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