Il Pd si riunisce dopo il voto: "Per contrastare il populismo, abbiamo smesso di essere popolari"

E' andata in scena martedì sera l'assemblea pubblica indetta dal Partito Democratico presso l'ex complesso dei Salesiani a Faenza per discutere del voto del 4 marzo

Circa cento persone, iscritti, ma anche semplici cittadini, hanno partecipato nella serata di martedì all'assemblea pubblica indetta dal Partito Democratico presso l'ex complesso dei Salesiani a Faenza per discutere del voto del 4 marzo e delle sue implicazioni nazionali e locali. Quasi venti interventi in oltre quattro ore di assemblea, terminata ben oltre la mezzanotte. Non sono mancati il riconoscimento della sconfitta e la riflessione sugli errori e sulle opportunità non colte in questi anni di governo, ma su tutto ha prevalso la volontà di guardare avanti assieme e ripartire con fiducia e determinazione. 

Un aspetto in particolare è stato evidenziato nella gran parte degli interventi: la difficoltà dimostrata dal Partito Democratico di intercettare il disagio ancora diffuso in gran parte del Paese e l’incapacità di essere un riferimento per le aree e le classi sociali più svantaggiate. Come ha sottolineato un iscritto "per avversare il populismo abbiamo smesso di essere popolari". Una responsabilità che pesa e che richiede un ripensamento immediato e approfondito. Soddisfatto il senatore neo-eletto Stefano Collina: "Era importante ripartire dopo il duro colpo del 4 marzo e questa serata, partecipata - e non solo dai soliti noti - e ricca di spunti e riflessioni ci dà la giusta carica per riprendere il cammino. Ovviamente l’analisi della sconfitta, dei nostri errori e limiti non si esaurisce oggi, ma proseguirà a tutti i livelli nelle prossime settimane con l’obiettivo dichiarato di ricostruire un partito che possa essere ancora punto di riferimento per il futuro del Paese e delle nostre comunità".

Guarda avanti anche il segretario comunale Maurizio Randi: "La scossa del 4 marzo alla fine potrebbe rivelarsi perfino salutare, facendoci recuperare quell’umiltà che è sempre necessaria quando ci si pone al servizio della comunità. I limiti evidenziati a livello nazionale, pur in misura minore, toccano anche il Pd faentino. Le riflessioni di oggi e dei prossimi mesi aiuteranno a rimetterci in discussione e ci forniranno idee e stimoli per rafforzare il rapporto con la città, indebolito. Non abdichiamo al nostro ruolo e vogliamo continuare a essere il riferimento di tutte quelle realtà che hanno a cuore il bene della nostra comunità e a cui chiederemo nei prossimi mesi di unirsi a noi per cominciare a ragionare assieme a un progetto per il futuro della nostra città".

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