Il regolamento del verde non piace all'opposizione: "Regole e multe solo per le aree private"

Il nuovo regolamento comunale del verde è stato approvato martedì in consiglio comunale, con il voto contrario di Lista per Ravenna e della Lega Nord, astenuti gli altri gruppi di minoranza

Il nuovo regolamento comunale del verde è stato approvato martedì in consiglio comunale, con il voto contrario di Lista per Ravenna e della Lega Nord, astenuti gli altri gruppi di minoranza. Hanno votato a favore 16 consiglieri (gruppi di maggioranza e Ravenna in Comune); 4 contrari (Lega nord e Lista per Ravenna), 4 astenuti (CambieRà, Forza Italia, La Pigna, gruppo Misto).

L’assessore al Verde pubblico Gianandrea Baroncini ha illustrato il contenuto della delibera rappresentando che si è reso necessario intervenire su un regolamento che risaliva al 2003 e che aveva subito parziali modifiche nel 2008; nel frattempo si sono manifestate nuove esigenze legate al fenomeno dei cambiamenti climatici che hanno imposto importanti riflessioni generali e nuove azioni di intervento oltre all’ evidenziarsi della opportunità di maggiore snellezza e semplificazione. Le modifiche hanno riguardato gli aspetti di competenza sulle funzioni delle aree verdi, di gioco e degli spazi pubblici coniugando le azioni legate alla tutela, alla promozione e alla fruizione del verde pubblico. L’assessore Baroncini ha sottolineato i notevoli investimenti fatti in questi ultimi anni dall’amministrazione sui numerosi parchi, grandi e piccoli, diffusi sul territorio comunale, molto vissuti e utilizzati da parte della popolazione residente, ricordando che si tratta di difendere e tutelare, con le nuove aree 2018, oltre 6 milioni e mezzo di metri quadrati di verde. Ha infine ringraziato il consiglio per il costruttivo contributo fornito attraverso la discussione e il confronto che hanno permesso di pervenire alla stesura di un regolamento integrato, compiendo importanti e concreti passi avanti.   

Il gruppo Ravenna in Comune si è detto soddisfatto dell’accoglimento del proprio emendamento inteso, tra l’altro, a chiarire la possibilità di individuare aree dedicate al gioco del calcio o ad altri giochi con la palla attraverso il coinvolgimento dei consigli territoriali.

Il gruppo Pd ha sottolineato la bontà delle proposte pervenute dagli altri gruppi che, pur sollevando discussioni, hanno alla fine trovato una soluzione condivisibile; non ha ritenuto condivisibili due degli emendamenti presentati perché superflui.

Il gruppo Pri ha rappresentato come già in sede di commissione il regolamento fosse stato esaminato in tutti i suoi aspetti e spiegato le motivazioni del mancato accoglimento di due degli emendamenti.

Il gruppo Misto ha lamentato che nel regolamento non sia stata introdotta la possibilità di  interpellare i consigli territoriali per l’individuazione di luoghi dove effettuare nuove piantumazioni di alberi nel rispetto della legge 14/2003.

Il gruppo La Pigna, pur considerando gli aspetti migliorativi introdotti nel nuovo regolamento, ha rappresentato le criticità che si riscontrano nella manutenzione del verde e le carenze di un servizio che deve essere a suo avviso migliorato.

Il gruppo Forza Italia ha caldeggiato l’accoglimento del terzo emendamento del consigliere Ancisi relativo al divieto di consumare sostanze stupefacenti e psicotrope nei parchi perché condivisibile e nell’ interesse di tutti.  

Il gruppo Lega nord si è soffermato sull’ allarme sociale rappresentato a suo avviso dalla presenza di spacciatori per cui sarebbero necessari maggiori controlli nei parchi.

Il gruppo Ama Ravenna  ha rilevato la notevole e diffusa presenza di verde pubblico, la buona manutenzione e l’ assidua e vivace frequentazione dei parchi. Si è detto favorevole al terzo emendamento.

Il gruppo Art. 1 – Mdp ha rappresentato il parere favorevole all’ emendamento presentato dal consigliere Manzoli e al terzo emendamento del consigliere Ancisi respingendo gli altri due.  

"La ragione del voto contrario non sta nella qualità della proposta presentata dall’assessore all’Ambiente e dai suoi uffici, che ha comunque meritato il nostro apprezzamento - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Oltretutto il consiglio ha anche approvato all’unanimità, superando solo al termine del dibattito la contrarietà del Pd e della maggioranza, il mio emendamento che ha integrato il divieto di fumare e bere bevande alcoliche delle aree gioco comunali per i bambini, con l’aggiunta del consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope non per uso terapeutico, più che doveroso".

"È rimasta però, con la bocciatura degli altri due miei emendamenti, una carenza di fondo del regolamento, tale da inficiarlo strutturalmente fin dal titolo, che lo definisce solo “del verde” e non “del verde pubblico e privato”, come ad esempio quello di Bologna - prosegue il consigliere d'opposizione - Le norme più impegnative della tenuta del verde si applicano infatti solo alle aree private, escludendo quelle di proprietà pubblica, che siano urbane o boschive o pinetali, ecc. I miei due emendamenti chiedevano che valessero anche per loro le regole, con relative multe, per l’abbattimento o il trapianto degli alberi, in base alle quali si chiede che l’albero sia pericolante e/o con problematiche fitosanitarie, o che produca danni a strutture e/o impianti tecnologici, ovvero che vi sia un’eccessiva densità di alberature o si tratti di una ristrutturazione di aree verdi. Chiedevano inoltre di non fare distinzione tra aree private o pubbliche riguardo alle norme per la lotta agli agenti patogeni e per la difesa fitosanitaria delle piante dai loro attacchi, nonché contro l’uso di sostanze chimiche tossiche o nocive. Da ultimo, ma non ultimo per importanza e applicazioni pratiche a carico dei cittadini, di estendere alle aree pubbliche la norma seguente: “Le aree verdi e/o incolte (ad es. i lotti inedificati) di proprietà privata devono essere mantenute in uno stato decoroso che non sia causa di disagi, pericolo, problematiche di tipo igienico-sanitario (con particolare riferimento alle misure finalizzate al contenimento della zanzara tigre e delle allergie). In particolare l’erba non dovrà mediamente superare l’altezza massima di 50 centimetri”. Ognuno potrà dunque constatare ogni giorno, ad esempio, che se un’area privata è multata perché la sua erba supera mediamente il mezzo metro di altezza (nella proposta della Giunta comunale era solo 30 centimetri), in un giardino o parco o rotonda o ciglio stradale, ecc., posto lì vicino, potrà essere impunemente alta anche più di un metro. Da notare, nel caso delle 1.100 aree del genere di proprietà del Comune, che gli sfalci previsti, da tre a cinque l’anno, sono puntualmente pagati dall’amministrazione comunale, dunque dai cittadini stessi, a pie’ di lista, fatti e non fatti. Avendo la certezza che i ravennati consapevoli non possono avallare un regolamento del verde che considera figliastri da punire i cittadini contribuenti e figli intoccabili i loro pubblici amministratori, Lista per Ravenna, dopo avere proposto in consiglio comunale condizioni di pari dignità tra privati e “pubblici” e urlato anche il proprio dissenso, poteva forse votare a favore?".

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