"L'unione fa la forza, Emilia e Romagna da sole sono più deboli"

I consiglieri regionali Pd: "Dall'unione delle nostre terre la risultante è che abbiamo la fortuna di vivere in una delle zone più avanzate d'Europa"

"La proposta della Lega Nord che vorrebbe dividere la Romagna dall'Emilia è una posizione non solo antistorica, ma priva di buon senso". E' il commento dei consiglieri regionali Pd alla proposta del Carroccio di indire un referendum consultivo, rivolto ai soli elettori delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e dei comuni del Circondario imolese per esprimere il proprio voto sulla costituzione di una “entità regionale autonoma denominata Regione Romagna, con propria Assemblea regionale e un proprio governatore, senza ulteriori costi per la finanza pubblica”.

Quali vantaggi?

"Da due anni la nostra Regione si attesta come la prima in Italia per crescita del Pil, con il tasso di disoccupazione più basso, e un export in continua crescita - spiegano i consiglieri Mirco Bagnari, Gianni Bessi, Lia Montalti, Giorgio Pruccoli, Valentina Ravaioli, Manuela Rontini, Nadia Rossi e Paolo Zoffoli - Un sistema regionale che in questi anni ha saputo reagire alla crisi e ripartire, facendo dell'Emilia-Romagna una delle regioni locomotiva del Paese, puntando sulla qualità dei servizi pubblici e sulla valorizzazione e il sostegno del sistema economico a partire dalle proprie eccellenze, come il manifatturiero ed il turismo, da Piacenza a Rimini. Al di là della propaganda, la Lega Nord non spiega però quale sia il vantaggio nel dividere un territorio regionale che sta ottenendo questi risultati. E non spiega nemmeno quale vantaggio ci sia per la collettività nel moltiplicare le istituzioni, creando due regioni, con due consigli regionali, più sedi istituzionali, più funzionari che fanno le stesse cose, due giunte e due presidenti, e quindi aumentando inevitabilmente i costi a carico dei cittadini, senza di fatto fornire né maggiori servizi e neanche maggiori opportunità".

L'unione fa la forza

"È evidente che l'Emilia e la Romagna, da sole, sono più deboli e che per competere nel mondo globalizzato l'unione fa la forza. Proprio dall'unione delle nostre terre la risultante è che abbiamo la fortuna di vivere in una delle zone più avanzate d'Europa. Se vogliamo lavorare a delle proposte concrete ed utili per il territorio romagnolo proseguiamo nel percorso di riforma istituzionale creando la provincia unica romagnola e chiedendo che possa avere medesime competenze e risorse della città metropolitana di Bologna. Costruiamo un piano strategico romagnolo (come sarà possibile una volta approvata la nuova legge urbanistica) identificando, con il coinvolgimento anche delle organizzazioni sindacali e d'impresa, le priorità romagnole dal punto di vista economico ed infrastrutturale, e cercando di far convergere risorse su queste priorità. Non perdiamo tempo e risorse su vecchi e facili slogan, ma riempiamoli con proposte utili e concrete che portino risorse ed opportunità vere al territorio romagnolo".

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