La Romagna svolta a destra: il voto dei capoluoghi romagnoli a confronto

Come cambia le geografia politica in Romagna e nelle sue principali città dopo il voto del 4 marzo? I confronti

Come cambia le geografia politica in Romagna e nelle sue principali città dopo il voto del 4 marzo? Se si guarda al dato complessivo di una vasta area che comprende le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini con oltre 1,2 milioni di abitanti (vale a dire il territorio equivalente al collegio plurinominale della Romagna alla Camera), il colore sulla cartina geografica non è più il rosso del centro-sinistra, ma il blu del centro-destra. La coalizione di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, infatti, prevale nel collegio romagnolo, essendo la prima coalizione come nel resto d'Italia. Si tratta di un dato storico, che fa ritenere “espugnata” la cosiddetta roccaforte rossa, che pure ha sempre avuto delle disomogeneità al suo interno. 

Le coalizioni: la Romagna ha la “bandierina blu”

La coalizione di centro-destra in Romagna ha totalizzato 210.704 voti, cioè il 32,44% del totale. Segue, ma per un soffio rispetto al Movimento 5 Stelle, la coalizione di centro-sinistra che ha ottenuto 192.854 voti, cioè il 29,69%. A un'attaccatura c'è il Movimento 5 Stelle che da solo fa quanto la coalizione di centro-sinistra, al netto di circa 500 voti di differenza: quindi 192.331 voti pari al 26,61%. Insomma, la “sinistra” che ha sempre e tradizionalmente governato la Romagna per un soffio non si è trovata al terzo posto. Questo anche per effetto della scissione di Mdp-Liberi e Uguali dal Pd. La formazione di Pietro Grasso ottiene 23.869 voti, cioè il 3,67%. Confrontando col dato nazionale: il centro-destra è primo, ma “meno primo” rispetto al dato nazionale (32,4% contro il 37%), il centro-sinistra esce sconfitto, ma non vede la disfatta del resto d'Italia (29,69% in Romagna contro il 22,86%), il Movimento 5 Stelle è il primo partito col 29,61% ma va un po' peggio della media italiana che è del 32,66%.

I partiti: il M5S scalza il “partitone” e diventa primo, exploit Lega

In Romagna il primo partito è il Movimento 5 Stelle con i suoi 192.331 voti (29,61%); scalza cioé il “partitone”, il Partito Democratico, che si ferma a 168.642 voti (il 25,96%). Terza è la Lega con il 18,58% e 120.704 voti (più della media nazionale del 17,4%), quarta Forza Italia con 65.042 voti in Romagna e il 10,01% (meno della media nazionale del 14%), quinti Liberi e Uguali (3,67%), sesti Fratelli d'Italia (3,09%), settima la lista “+Europa” di Emma Bonino con il 2,55%. Tutti gli altri sotto l'1%: c'è il Popolo della Famiglia con lo 0,95% e il Partito repubblicano italiano al 0.54%. Il fronte dell'estrema destra in Romagna (Casapound e Forza Nuova) ottiene l'1,13% e quello dell'estrema sinistra (Partito Comunista, Potere al Popolo e Sinistra Rivoluzionaria) in totale l' 1,87%.

Forlì è l'unico capoluogo dove il Pd resta primo

Una breve analisi, città per città, fa emergere alcune peculiarità: tra i capoluoghi romagnoli Forlì è l'unica città in cui il Pd conserva il primo posto con il 28,6% dei voti, rispetto al 27% del Movimento 5 Stelle. Ma il trend rispetto alle ultime elezioni politiche, quelle del 2013, è netto: il Pd all'epoca ottenne il 38,3%. Ha lasciato sul campo dieci punti percentuali. Il Movimento 5 Stelle è invece cresciuto di di 5 punti, dal 22,2% al 27%. Ma la vera crescita esponenziale nella città di Forlì è quella della Lega Nord, che passa dal 2,3% del 2013 al 17,5% del 2018. Forza Italia ottiene il 9,8% (nel 2013 il PdL aveva il 17%), in crescita anche Fratelli d'Italia dall'1,24% al 3,55% del 4 marzo. Liberi e Uguali a Forlì ha totalizzato il 4,16%, quindi più della media romagnola che era del 3,67%. Tra i piccoli partiti c'è il dato superiore alla media di +Europa al 3,04% e il Popolo della Famiglia che ottiene l'1,22%. Va male il Pri anche rispetto alle altre città vicine, allo 0,65%. L'estrema sinistra ottiene in totale l'1,86% e l'estrema destra l'1,08%.

Cesena rischia di rimanere senza parlamentari

Cesena è la città romagnola che rischia di rimanere senza rappresentanti in Parlamento che risiedano sul suo territorio. Hanno vinto infatti Simona Vietina che è sindaco a Tredozio, nel Forlivese e Antonio Barboni, riminese. Nella passata legislatura Cesena aveva invece ben 4 parlamentari del suo territorio. A Cesena il “partitone” cede lo scettro di primo partito al Movimento 5 Stelle: questo passa dal 26% del 2013 al 30,3% del 2018, aumentando quindi di più di 4 punti percentuali. Crolla di dieci punti il Pd, che arriva al 28,7% (era il 38,3% nel 2013). La Lega è il terzo partito con il 15,8%, basti pensare che nel 2013 ottenne un modestissimo 1,83%. Forza Italia all'8,3% e quinta forza è Liberi e Uguali con il 3,8%. Arriva al 3% la lista +Europa, mentre Fratelli d'Italia fa il 2,5%, scalzato quindi dalla lista di Emma Bonino. Notevole, tra i piccoli partiti, il risultato del Popolo della Famiglia che ottiene l1,67% e il Pri che forte della sua tradizione ha l'1,11%. Partiti di estrema sinistra all'1,82%, partiti di estrema destra all'1,19%.

Rimini, la Lega cresce dieci volte tanto. Bene i “partitini” centristi 

A Rimini città il ribaltone è ancora più evidente: già nel 2013 grillini e dem erano in un testa a testa intorno al 30% ciascuno. Ora il Movimento 5 Stelle ha il 30,7% contro il 29,5% del 2013, mentre il Pd ha il 23,1% rispetto al 30,3% di cinque anni fa, una perdita di oltre 7 punti percentuali. La Lega vede un exploit passando dall'1,5% del 2013 al 18,9% del 2018. Forza Italia è all'11,7%, mentre Fratelli d'Italia è la quinta forza politica in città, con il 3,7%, superiore cioè a Liberi e Uguali che si ferma al 3,5%. +Europa ottiene il 2,9% . Tra i piccoli partiti da rilevare due dati sui centristi: lo 0,8% per la lista Civica Popolare di Sergio Pizzolante, candidato di coalizione del centro-sinistra, che ottiene il suo miglior risultato tra i capoluoghi e soprattutto l'1,35% dell'Udc , vale a dire il doppio rispetto alla media romagnola. Tra i centristi si aggiunge il Popolo della Famiglia con lo 0,84%.  Il fronte di estrema sinistra totalizza l'1,6%, quello di estrema destra l'1,02%. 

Ravenna, bene Liberi e Uguali ed estrema sinistra, ma il primo partito è il M5S

Anche a Ravenna il M5S scalza il Pd: 29,2% il primo contro il 27,5%. I pentastellati non sembrano aver risentito per niente dello scandalo che ha portato poi a “ripudiare” il candidato uninominale David Zanforlini per presunta appartenenza alla massoneria in passato: rispetto al 2013, infatti, sono cresciuti di quasi 5 punti percentuali. Il Pd invece precipita di 11 punti percentuali (dal 38,8% al 27,5%). Terza forza in città è la Lega con il 17,4% (rispetto al 2% da cui partiva nel 2013), quarta è Forza Italia al 9,3%, quinti Liberi e Uguali col miglior risultato tra i capoluoghi della Romagna. La formazione politica trainata da Vasco Errani ottiene il 4,7% a Ravenna. Quindi sesti Fratelli d'Italia al 3%, +Europa al 2,8% e Pri all'1,2%. I partiti di estrema sinistra sommano a l 2,07% e quelli di estrema destra all0 0.97% tutti assieme.

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