La tassa sulla plastica spaventa i lavoratori: "A rischio 50mila dipendenti"

A esprimere la propria posizione sulla 'plastic tax' sono i membri di Italia Viva Ravenna, Roberto Fagnani e Manuela Fantinelli

Uno spettro si aggira per l'Emilia-Romagna: la 'plastic tax'. C'è stato appena il tempo di annunciarla e la nuova imposta prevista dalla manovra del Governo ha letteralmente messo sottosopra la politica e l'economia della Regione, chiamata tra meno di tre mesi a delle cruciali elezioni. Il governatore uscente, e in corsa per il bis, Stefano Bonaccini ribadisce il suo 'no': "Ho sentito il ministro Gualtieri, sono fiducioso che verrà quanto meno rimodulata". Ma è durissima la reazione della candidata della Lega, Lucia Borgonzoni, che preannuncia battaglia: "Il Pd prima si inventa nuove tasse, poi dice che ne mitigherà i danni: è un teatrino patetico che non possiamo tollerare".

A esprimere la propria posizione sono anche i membri di Italia Viva Ravenna, Roberto Fagnani e Manuela Fantinelli: "Siamo con i lavoratori e le aziende del settore gomma/plastica: siamo consapevoli della necessità di innovare i processi produttivi per raggiungere la sostenibiltà ambientale maggiore possibile, obiettivo primario del nostro Paese. Non crediamo però che ciò passi dall’introduzione di tasse che penalizzano i prodotti e non i comportamenti, cercando solo di reperire risorse aumentando i costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese. La transizione verso l'economia circolare e modelli economici ha bisogno del tempo, dei progetti e degli investimenti necessari, per sostenere un settore che vede già l’Italia leader in Europa. La plastic tax rischia di mettere in crisi un comparto produttivo che occupa quasi 50000 lavoratori oltre agli effetti sui settori che utilizzano imballaggi a livello industriale, cosi come sul settore alimentare, delle bevande, della cosmetica e dell’igiene. Inoltre, questa tassa inciderebbe per oltre 100 euro annui a famiglia, oltre alle implicazioni sul mercato del lavoro. La Regione ha da sola il 40% delle produzioni interessate e il territorio di Ravenna è da sempre presente nella filiera della plastica, le cui materie prime sono prodotte anche dal petrolchimico ravennate. Si sta operando una selezione sui produttori con chiusure di fabbriche che non innovano su sostenibilità e si incentiveranno comportamenti consapevoli come la produzione di prodotti riciclabili e verrà potenziata la raccolta differenziata  Italia Viva si sta impegnando in Parlamento con determinazione per promuovere tutto questo. Italia Viva è no tax".

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