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Lido di dante e muro antimareggiate, Minichini: "Arriva la befana, ma il regalo solo in autunno"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Tutti i quotidiani locali hanno riportato l’ennesima promessa di questa Giunta comunale agli sgoccioli, stavolta comunicata dal nuovo assessore ai lavori pubblici, Fagnani: in autunno saranno potenziate le difese di Lido di Dante dall’ingressione marina, con una spesa di 470 mila euro tratti dai fondi Eni. Significativo il passo: “…in accordo con la Cooperativa Spiagge ed alcuni operatori turistici, il Comune ha provveduto a ridefinire il tracciato del muretto…”. La cittadinanza, che di più ha pagato per i danni subìti dalle ultime mareggiate, no? Il Consiglio territoriale del Mare e il locale Comitato cittadino non devono sapere niente? Alla faccia della partecipazione e della consultazione dei cittadini sulla gestione della cosa pubblica!  Resta comunque una promessa, il cui mantenimento è del tutto aleatorio. In pratica, una “befana” che promette il regalo solo in autunno (sic!). Forse Fagnani non sa che le allodole hanno aguzzato l’ingegno per non cadere nella trappola del cacciatore. 

Veniamo al dunque. Alla fine del 2013/inizio 2014, sarebbero dovuto essere già fatti i lavori per la messa in sicurezza della zona a sud di Lido di Dante, finanziati con 2,5 milioni di euro dal VI accordo ENI/Comune. Lavori consistenti in 650 metri di scogliera sommersa, ripascimento della spiaggia, uno steccato di legno a protezione della duna e una passerella di percorso, poi un pennello in legno formato da 4 file di pali che hanno la funzione di riequilibrare la spinta della sabbia, infine l’esperimento importato dall’Olanda: una barra di sabbia lunga 1.400 metri, la “sand motor”, (il motore di sabbia), posta di fronte alla spiaggia. In pratica, questa sabbia, spostata negli anni dall’azione delle onde, del vento e delle correnti lungo la costa, dovrebbe svolgere la funzione di protezione della battigia e, nello stesso tempo, costituire un pseudo ripascimento naturale della spiaggia. Progetto, tuttavia, che all’epoca della presentazione alla cittadinanza aveva ancora un senso, poiché la pineta era protetta dalle poche dune, ma, più di tutto, era l’argine retrodunale a garantire la sicurezza della pineta. Inoltre si sarebbero potuti valutare gli effetti dell’esperimento olandese, supportato anche dal progettone della Regione previsto per quest’anno con il ripascimento della costa con sabbia prelevata direttamente dal mare. Oggi non è rimasto più niente, il mare ha un’autostrada davanti a se, passa e fa gli sberleffi a quei pochi pini che si sono salvati dall’incendio del 2012. Siamo nel 2016 e ancora nulla è stato fatto. Spiaggia e pineta restano in stato comatoso. Forse si spera che il mare continui il suo lavoro, per poi staccare definitivamente la spina al territorio di più imparagonabile pregio ambientale esistente sulla costa Adriatica? 

Fagnani, nei pochi mesi rimasti a questa amministrazione, farebbe bene a scuotere i suoi compagni della Regione perché sblocchino il “dormiente” progetto, se ancora valido, poiché proteggere l’intera Riserva naturale, oltre ad assicurare la continuità turistica alla località, costituisce sicurezza anche per l’intero abitato di Lido di Dante, molto di più che muretti e paratie, comunque utili, ma sempre soggetti al grado della furia del mare. Si oppongono, con maggiore o minore sicurezza agli effetti, non incidono sulle cause. Questo sarebbe stato il messaggio della cittadinanza, se fosse stata interpellata".  

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna
 

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