Lista per Ravenna: "Disarmare la Polizia Municipale? Ci opporremo"

Intervengono il capogruppo in Consiglio comunale Alvaro Ancisi, e il consigliere territoriale Stefano Donati

Lista per Ravenna si oppone all'eventuale decisione dell'amministrazione comunale di "disarmare" gli agenti della Polizia Municipale. Illustrano il capogruppo in Consiglio comunale Alvaro Ancisi, e il consigliere territoriale Stefano Donati: "Se l’obiettivo ideologico del sindaco in carica, ispirato ad un simile pacifismo, è di togliere la pistola a fuoco ai suoi agenti di polizia, così compromettendone fortemente la sicurezza, allo stesso tempo riducendo i mezzi di tutela dell’ordine pubblico e della convivenza civile, Lista per Ravenna vi si opporrà in ogni sede, con cognizione di causa e determinazione".

Nei giorni scorsi è statao annunciato l’avvio della sperimentazione delle “bodycam”, una specie di videocamere indossabili dagli agenti di polizia. "Sicuramente utili per più ragioni, esse verranno fornite gratuitamente dall’azienda produttrice Axon Italia, per la durata del test - ricordano gli esponenti della lista civica -. Nell’occasione, è stata però annunciata la parallela sperimentazione del “taser”, pistola altrimenti detta “storditore elettrico”, come richiesto da uno dei cinque ordini del giorno depositati in consiglio comunale da Lista per Ravenna nello scorso mese, volti ad attrezzare e rafforzare al miglior grado la polizia del Comune di Ravenna. Al riguardo, il dirigente commerciale di Axon Italia, presente alla cerimonia, ha dichiarato, in coerenza coi legittimi interessi aziendali, che “la mission dell'azienda è quella di "rendere il proiettile obsoleto" tramite strumenti come taser e bodycam”".

"A noi in questo momento interessano soprattutto le bodycam - ha riferito De Pascale in occasione della presentazione -. Sui taser c'è ancora un forte dibattito. Nella nostra concezione, il taser dovrebbe "sostituire" l'arma da fuoco, fino ad arrivare a disarmare gli agenti”. "Perché, allora, non la pistola ad acqua? - ironizzano Ancisi e Donati -. Basta infatti leggere, dalla Polizia di Stato, nelle “Linee guida tecnico-operative per l’avvio della sperimentazione della pistola elettrica denominata Taser2”, che questo strumento di difesa è alternativo all’arma da fuoco solo nei casi in cui è necessario immobilizzare temporaneamente il soggetto, come pure che la distanza consigliata per un tiro efficace va dai 3 ai 7 metri".

"Se alla polizia del sindaco venisse sostituita la pistola in dotazione con il taser, cosa succederebbe ad un agente fronteggiato da un soggetto minaccioso in possesso di arma da fuoco più o meno esibita, distante da lui più di 7 metri? - si interrogano Ancisi e Donati -. Per non dire che il taser, avendo un numero molto limitato di colpi, di cui non è neanche garantita sempre l’efficacia, lascerebbe l’agente stesso, dopo averli “sparati” inutilmente, completamente disarmato. E cosa succederebbe se un veicolo tentasse di sfondare un posto di controllo o cercasse di entrare a gran carriera in una zona pedonale della città, come successo a Barcellona, sulla Rambla? La polizia del sindaco lo fermerebbe con degli storditori elettrici?"

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