Lunedì lo sciopero dei lavoratori dei servizi pubblici

A Ravenna, in piazza del Popolo, a partire dalle 10,30, si terrà un presidio di fronte alla Prefettura al quale parteciperanno i segretari generali

Lunedì si svolgerà lo sciopero nazionale dei lavoratori dei servizi pubblici, indetto unitariamente da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa. In tutta Italia si terranno presidi e manifestazioni per chiedere un cambio radicale della manovra nel segno dell'equità. A Ravenna, in piazza del Popolo, a partire dalle 10,30, si terrà un presidio di fronte alla Prefettura al quale parteciperanno i segretari generali Marinella Melandri (Fp-Cgil), Roberto Baroncelli (Cisl-Fp), Paolo Palmarini (Uil-Fpl) e Barbara Bandini(Uil-Pa).

Al centro della mobilitazione unitaria, si legge in una nota dei sindacati, “la richiesta di modificare il testo durante l’iter parlamentare al fine di ottenere: una riforma della previdenza che non sia scaricata sulle spalle di lavoratori e pensionati; misure che colpiscano finalmente evasione e grandi patrimoni; una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazione della spesa pubblica che consenta di investire risorse per la crescita; il rinnovo dei contratti; l'eliminazione degli ulteriori tagli alle autonomie locali per difendere il welfare locale e la sanità; una ristrutturazione delle istituzioni centrali e locali che non si traduca in una affrettata operazione mediatica e ragionieristica, come nel caso delle Province o degli enti previdenziali (vedi super-Inps), ma che sia finalizzata a garantire la tenuta occupazionale e a migliorare i servizi evitando sprechi e di denaro pubblico che nulla hanno a che fare con gli interessi degli utenti e delle collettività locali”.

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“In particolare sul territorio ravennate, per effetto dei processi di riordino istituzionale e di razionalizzazione della spesa previsti da questa manovra, che si somma a quelle dell'ultimo biennio, destano forte preoccupazione la continuità dei servizi in un contesto di gestione pubblica e la salvaguardia dei livelli occupazionali per quanto attiene la Provincia e l'INPDAP”, conclude la nota.

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