Massa Lombarda, unanimità in consiglio comunale nel contrasto alle proposte del ddl Pillon

Approvato all’unanimità un Odg che impegna il sindaco e la giunta a “contrastare il merito delle proposte in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”

Nella seduta del 18 dicembre 2018, il consiglio comunale di Massa Lombarda ha votato all’unanimità un ordine del giorno che “impegna il sindaco e la giunta a contrastare, nelle sedi nazionali più opportune e con gli strumenti più adeguati, il merito delle proposte in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità, contenute nel disegno di legge 735 Pillon”, che riguarda le “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”.

L'Odg, illustrato dal capogruppo del gruppo consiliare di maggioranza, prevede anche di “sensibilizzare tutti i parlamentari eletti in Emilia Romagna, affinché promuovano e garantiscano
seri e ampi confronti con tutti i soggetti istituzionali, associativi e professionali coinvolti al fine di sospendere l’attuale iter di approvazione” e di “verificare i dati di dettaglio circa la situazione e i bisogni delle famiglie e degli individui all’esito di procedimenti di separazione, in collaborazione con gli enti interessati e i soggetti competenti sul tema”.

“Si tratta di un segnale forte da parte di tutto il consiglio comunale - ha la vicesindaco di Massa Lombarda Carolina Ghiselli con delega alle Pari opportunità - perché si avverte la necessità di contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne, dei minori e dei soggetti più fragili. Il ddl 735 è un vero e proprio tentativo di minare l'attuale diritto di famiglia, di scardinare i tanti importanti traguardi in campo sociale ottenuti grazie ad anni di battaglie. L'esito della discussione e approvazione unanime in Consiglio trasmettono la consapevolezza che questa proposta di legge rappresenta una vera e propria crociata contro le libertà civili e individuali di donne, di uomini, di minori coinvolti nelle separazioni e nei divorzi. A contrasto della proposta di legge Pillon si sta mobilitando il mondo dell’associazionismo femminile e in particolare le associazioni che svolgono il proprio importante lavoro all'interno dei Centri Antiviolenza perché, se approvata, renderà particolarmente difficile per molte donne, madri e minori riuscire a tutelarsi da situazioni di violenza domestica”. 

“Quella intesa dal senatore Pillon è un'idea di società che contrasta con le conquiste in tema di diritti civili e sociali che il nostro Paese ha raggiunto - continua Carolina Ghiselli -. Nel Ddl sono infatti contenuti una serie di rischi di arretramento sia per i minori che per la genitorialità in particolare femminile; stabiliscono che il mediatore familiare entra in gioco anche nei casi di violazione dell’art. 143 del codice civile sui doveri coniugali e nei casi di violenza di genere, tra le più diffuse cause di separazione per volontà della donna. Inoltre, il disegno di legge non tiene conto delle esigenze di figlie e figli, costretti ad adeguarsi ai genitori e non viceversa in quanto “divisi” a metà. Non tiene conto del diritto al benessere del minore, strettamente legato a quello di mantenere il proprio luogo di vita e di crescita. La condizione del coniuge economicamente più debole, che nella maggior parte dei casi è la donna, viene ulteriormente penalizzata dalla previsione del pagamento di un indennizzo al ‘genitore proprietario’. Purtroppo, assistiamo oggi ad azioni che tendono a collocare le donne, i figli, la stessa famiglia in una dimensione sociale inadeguata”.

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