“Moschee della Darsena e delle Bassette: si applichi subito la direttiva Salvini”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

La recente direttiva del Ministro degli Interni Matteo Salvini destinata ai prefetti con la quale li si esorta ad aumentare i controlli ed il livello di attenzione attorno ai luoghi di aggregazione di cittadini islamici, deve trovare immediata applicazione anche a Ravenna. Il tutto in considerazione del fatto che Ravenna non solo ospita la seconda Moschea più grande d’Italia, quella delle Bassette, ma conta ben altri 2 luoghi di culto di cui si parla troppo poco. Tra questi, il sito di via Bosi Maramotti, impropriamente definito centro culturale ma, di fatto,  una vera e propria Moschea. 

Poiché l'amministrazione De Pascale é sorda su tanti appelli che le abbiamo rivolto, chiediamo al Prefetto Enrico Caterino di convocare al più presto la riunione del Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, affinché definisca le misure straordinarie per la sicurezza della città e dell'intero Comune di Ravenna delineando quindi le fasi operative. Riteniamo sia opportuno prevedere interventi straordinari nelle zone più pericolose e più degradate della città e delle frazioni, dopo aver confrontato le mappe dei servizi effettuati da tutte le Forze dell’Ordine. 

A nostro avviso, l’obiettivo da perseguire quanto prima é quello di non avere più aree fuori controllo, come invece accade ora. Il tutto partendo proprio dalla fotografia dei siti attenzionati per reati minori e/o per violazioni al decoro urbano, che dovranno necessariamente essere oggetto di  controlli ancora più frequenti e mirati da parte di tutti i Corpi di Polizia.

A Ravenna il Sindaco de Pascale, così come i suoi predecessori, non ha mai mosso un dito per esercitare i nuovi poteri conferiti ai Comuni dal “Decreto Salvini”. L’unico dito che si é mosso, é quello utilizzato da tutti i consiglieri di maggioranza per schiacciare il pulsante del “no” in Consiglio comunale, bocciando le tante proposte da noi avanzate in questi 3 anni di consigliatura. Nulla per mettere in pratica i nuovi strumenti per il contrasto del degrado, nulla per il reato di accattonaggio, nulla per contrastare i fenomeni di micro criminalità, i furti, lo spaccio e le truffe. 

La circolare rilasciata nei giorni scorsi dal Ministro degli Interni per il contrasto al proselitismo di terroristi islamici, conferma ciò che nei mesi scorsi abbiamo chiesto all’Amministrazione de Pascale, ovvero il controllo dei finanziamenti, delle attività e dei frequentatori della Moschea delle Bassette. Lo stessa attenzione e la stessa chiarezza la chiediamo, anzi la pretendiamo, per l’altro importante centro di culto islamico a Ravenna, già oggetto di diverse rimostranze da parte dei residenti. Quello di via Bosi Maramotti, nella Darsena di città, denominato Attaqua e gestito dall’Associazione Culturale Islamica. L’immobile che ospita detta Moschea, costruito dalla cooperativa Iter per uso commerciale, é stato oggetto di cambio di destinazione d’uso da parte dell’acquirente per un suo utilizzo come centro culturale e ricreativo.

Una prassi, quella di utilizzare associazioni culturali per la gestione  di attività di culto religioso e preghiera, alquanto consolidata poiché permette di non rendere noti i bilanci e, quindi, l’origine e la provenienza dei ricavi.  Se pensiamo che il Comune di Ravenna sanziona e punisce con estremo rigore, commercianti e artigiani per piccolissime difformità, non si capisce come mai permetta tali irregolarità, peraltro, ben note.  E il Comune non solo le permette ma le agevola pure, concedendo il cambio di destinazione d’uso senza nemmeno adottare la specifica nonché obbligatoria variante urbanistica al piano strutturale comunale (già Prg). 

Cosa, peraltro, vietata anche dalle relativi sentenze della Corte di Cassazione.  La Moschea Attaqua gode, inoltre, dei patrocini del nostro Comune, rilasciati da quest’ultimo senza nemmeno aver richiesto ai gestori un minimo di documentazione comprovante le finalità della attività del centro.  Insomma, il Comune concede agevolazioni senza nemmeno sapere a chi le concede e che tipo di attività si svolga all’interno di questa Moschea! 

Il tutto in barba ai residenti della zona che da tempo si lamentano per i comportamenti dei frequentatori della Moschea, soliti ad occupare anche gli spazi esterni impedendone, di fatto la fruizione ed il transito per chi deve recarsi nella propria abitazione. 

Altro che centro culturale e ricreativo! Riteniamo sia oltremodo necessario intensificare i controlli attuando le disposizioni della nuova direttiva di Salvini. A tal fine, stiamo elaborando un documento, da sottoporre al voto del Consiglio comunale, con il quale chiediamo all’amministrazione de Pascale che venga adottata al più presto una variante al Regolamento Urbanistico Edilizio, che regolamenti l’apertura delle Moschee, stabilendo precisi e rigorosi standard urbanistici tra i quali la localizzazione sul territorio per evitare impatti negativi sui ravennati. 

La connivenza del Pd Ravenna ci ha portati ad ottenere il triste primato di capitale italiana dei Foreing Fighters. É ora di dire basta e di far luce su tutti quei centri che celano la propria attività dietro ad Associazioni culturali di dubbia natura. 

Veronica Verlicchi
Capogruppo La Pigna

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