Pineta Ramazzotti, "prima di tutto vigilanza e prevenzione antincendio"

Sabato 16 marzo nel corso dell'assemblea pubblica a Lido di Dante, alla quale hanno partecipato il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, gli assessori Andrea Corsini, Guido Guerrieri, Martina Monti, il presidente del Parco del Delta Massimo Medri e il responsabile dell'UTB di Punta Marina Giovanni Nobili, sono emerse tre cose

Sabato 16 marzo nel corso dell'assemblea pubblica a Lido di Dante, alla quale hanno partecipato il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, gli assessori Andrea Corsini, Guido Guerrieri, Martina Monti, il presidente del Parco del Delta Massimo Medri e il responsabile dell'UTB di Punta Marina Giovanni Nobili, sono emerse tre cose:

  1. il corposo impegno economico, pari a 2,5 milioni di euro (tratti dai cosiddetti fondi ENI), per quanto concerne la ricostruzione della pineta e la sua difesa dall'ingressione marina;
  2. la previsione, da parte di Medri, di coinvolgere anche le varie associazioni di volontariato nella vigilanza della pineta;
  3. la volontà dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di gestire autonomamente sia la vigilanza all'interno della pineta sia le visite guidate a gruppi organizzati.

Nessun cenno, quindi, alle varie strategie da mettere in campo per evitare il ripetersi dell'atto criminale del 19 luglio dello scorso anno. Anzi, secondo qualcuno, qualsiasi cosa si facesse non si riuscirebbe a fermare chi ha intenzioni distruttive. Se così fosse, saremmo veramente al cupio dissolvi. Forse, al di là di dove posizionare la rete o di quanti metri di spiaggia destinare alla libera fruizione, la prima cosa da fare sarebbe creare una "task force", in grado di prevenire qualsiasi comportamento malevolo, non escludendo, a priori, il prezioso contributo che potrebbero dare le associazioni ambientaliste e venatorie e il personale del GEV (Guardie Ecologiche Volontarie). Non a caso, la stessa richiesta è apparsa qualche giorno fa sulla stampa a firma di Carlo Raggi. Il noto giornalista ha, tra l'altro, ricordato l'intervento del pretore Vincenzo Andreucci attorno agli anni settanta/ottanta, capace di stroncare la speculazione edilizia che avrebbe prodotto lo scempio di questo prezioso lembo ambientale (era stata progettata e autorizzata la realizzazione di un porto turistico, beffardamente chiamato Porto Gaio, con annesse cementificazioni del tipo di Marinara). Ma ha anche evidenziato quello che è successo dopo, fino ai tempi d'oggi, chiamando in correità le "ferite, profonde, inferte dalla natura da una parte e dalla mano dell'uomo (?) dall'altra".

Per completezza di informazione, riporto anche gli altri argomenti trattati, non meno interessanti: far diventare Lido di Dante un eco lido; i programmati lavori a mare per la difesa della località; la messa in sicurezza della via Marabina; il controllo del territorio, a seguito dei numeri furti negli appartamenti e il traffico e spaccio degli stupefacenti, puntualmente riportati dai quotidiani locali. Sono i temi su cui Lista per Ravenna si batte da anni.

Pasquale Minichini - Lista per Ravenna

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