Le valutazioni uscite ed i comunicati divulgati dopo la (dovuta) riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza lasciano esterrefatti, lo dico dopo avere accolto volentieri fino ad ora l’invito diffuso dal sindaco lunedì scorso subito dopo gli incresciosi fatti a “sostenere con la massima compattezza il lavoro delle Forze dell'Ordine” però perché le frasi lette non possono lasciare indifferenti.
Va bene tacere sulle statistiche che danno la nostra città in caduta libera nella classifica del Sole 24 ore sulla sicurezza, va bene passare sopra alle affermazioni che, facendovi seguito, mistificano una situazione al limite del tragico tentando di tradurla in un semplice “aumento del numero delle denuncie”, ma non mi sento, da cittadino prima che da politico, di poter essere accusato di “piromania col travestimento da pompiere” (affermazione che evidentemente diverte così tanto il sindaco dato l’uso smodato che ne fa), se dichiaro con decisione che è semplicemente farneticante affermare che quello di Ponte Nuovo sia un episodio isolato.
A Ravenna si è sparato, per la strada, per 2 volte in quattro mesi, e anche se le due situazioni non possono essere messe in relazione diretta non possiamo dimenticare che mentre 3 giorni fa si sparava di fianco ad una pizzeria ad ora di cena ad aprile in borgo San Rocco una persona è stata addirittura uccisa.
Non possiamo dimenticare che la situazione degli immigrati clandestini è assolutamente fuori controllo, con sgomberi continui e continue nuove occupazioni di aree pubbliche e private, non possiamo dimenticare i continui arresti per spaccio di stupefacenti, l’irrisolta situazione dei giardini Speyer, ma soprattutto la serpeggiante continua mancanza di sicurezza che si sta diffondendo fra i cittadini ravennati, di cui i politici per primi, siano essi considerati pompieri o piromani, hanno l’ingrato ma doveroso obbligo di farsi da portavoce.
Lo stesso comunicato continua affermando come “l’episodio seppure isolato meriti in ogni caso una specifica attenzione da parte delle Forze di polizia, finalizzata alla individuazione dei colpevoli ed alla ricostruzione del contesto nel quale è maturato mentre è necessario che venga fornita alla popolazione, presso la quale ha suscitato un particolare allarme, un visibile supporto che possa implementare la percezione di sicurezza”, divenendo quasi offensivo nei confronti di una cittadinanza che non è vero che abbia “avvertito un particolare allarme”, ma sta subendo continui attentati alla propria tranquillità: non ho paura di essere contraddetto affermando che a memoria d’uomo non si ricorda di colpi sparati fra la gente, in pizzeria, nella nostra città, ad ora di cena!
La conclusione del comunicato infonde forse un po’ di coraggio, dato che parla di “obiettivi che verranno immediatamente assegnati alle diverse Forze di polizia ed alle Polizie locali, con una verifica almeno settimanale dei risultati raggiunti e delle eventuali modifiche della pianificazione che dovessero rendersi necessarie” ma sono le premesse ad essere inaccettabili come inaccettabili sono gli entusiastici complimenti di sindaco ed assessore, che parlano di “riunione utile e produttiva” arrivando ad affermare che “non è una novità che anche a Ravenna ci siano, come in tutte le città italiane, seppur con intensità e caratteristiche diverse, fenomeni di criminalità e delinquenza”.
E invece di una novità si tratta, che per chi ha vissuto la sua vita in questa città e non viene dalla luna è inaccettabile, difficile da mandare giù e dura da affrontare nel quotidiano, come le centinaia di interventi sui quotidiani on line e di segnalazioni che giungono ogni giorno sui nostri tavoli lascano ben intendere.
Le responsabilità non sono e non possono essere poste tutte in capo alla nostra amministrazione ma al sindaco e all’assessore va posto un invito, di farsi da portavoce, con decisione e maggior chiarezza presso le autorità che sul territorio rappresentano lo stato, nel nome di tutta la cittadinanza che rappresentano chiedendo con coraggio maggiore presenza di forze dell’ordine, evitando inutili convenevoli che oggi non aiutano nessuno ed arrivando, se serve, a richiedere anche l’intervento dell’esercito senza paura di ammettere una realtà sotto gli occhi di tutti.
Alle autorità che rappresentano lo Stato invece, prefetto in primis, pur nel ruolo di semplice consigliere comunale l’invito è ad una maggiore attenzione alla gente, maggiore vicinanza alle esigenze che i cittadini quotidianamente esprimono e che nell’affermazione che quello di “Ponte Nuovo è un caso isolato” non trovano nessun contatto con una (dura) realtà: si facciano da portavoce invece e raccontino ai nostri governanti che con questa legislazione a Ravenna le cose rischiano di precipitare e servono regole più precise e più pressanti.
Ravenna ha bisogno di coesione anche da parte della politica, e siamo sempre stati disposti a fare la nostra parte, anche in occasione dell’approvazione della relazione del sindaco di aprile scorso, conseguente alla sparatoria di Pasqua, ma non possiamo accettare che la realtà venga mistificata in un rimbalzo di meriti e responsabilità di cui la nostra città non ha più bisogno.







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