Potere al Popolo: "Servono azioni concrete per contrastare il riscaldamento globale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"La questione ambientale è al centro di centinaia di vertenze, conflitti e lotte su tutto il territorio nazionale caratterizzandosi come una delle principali emergenze a livello globale. Il 23 marzo a Roma, dopo un susseguirsi di manifestazioni regionali, sono confluiti movimenti e comitati da tutta Italia. "Potere al popolo!" prende parte a tutte queste mobilitazione per reclamare un programma di azioni concrete capace di contrastare il riscaldamento globale e salvaguardare i territori dal saccheggio in nome del profitto.

Il 27 marzo a Ravenna ha inizio la 14esima edizione del Offshore Mediterranean Conference & Exhibition, vetrina dei più importanti operatori economici ed industriali del settore, espressione di quel potente gruppo di pressione che ha fino ad ora impedito l’inizio di quella transizione verso fonti di energia rinnovabili che consentano l’abbandono delle energie fossili responsabili dell’innalzamento della temperatura del pianeta. Il comune di Ravenna sostiene convinto tale iniziativa.

Il 16 marzo il sindaco di Ravenna è stato tra i promotori della manifestazione nazionale contro il paventato rallentamento delle attività estrattive nell’adriatico. Seguendo l’esempio di Greta Thunberg e del movimento Friday For Future , il 15 marzo anche a Ravenna le piazze si sono riempite di giovani che chiedono iniziative contro i cambiamenti climatici. Le mobilitazioni sono proseguite anche venerdì 22 marzo , anche con la presenza di autorevoli esponenti della giunta comunale e tra la benevolenza e la simpatia di tutto il quadro politico locale.

"Potere al popolo - Ravenna" prende le distanze da questo atteggiamento ipocrita che vede quasi tutte le forze politiche blandire, a parole, le rivendicazioni dei giovani che riempiono le piazze e, con i fatti, sostenere pesantemente gli interessi dell’industria estrattiva dei prodotti fossili. Questi potentati economici, paladini del libero mercato hanno, secondo l’ Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) goduto nel 2017 di sovvenzioni pubbliche mondiali per il consumo di petrolio, gas, carbone e derivati pari a più di 300 miliardi di dollari. Agitando in modo strumentale presunti problemi occupazionali, forti del sostegno di forze politiche nazionali e locali, questi operatori, spesso multinazionali, hanno nei fatti impedito che anche in Italia si possa sviluppare un settore industriale delle energie rinnovabili che avrebbe, questo si, enormi positive ricadute sull’occupazione, oltre a contribuire al miglioramento della condizione climatica globale.

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