Pratica del vuoto a Rendere e Plastic free per limitare la produzione dei rifiuti

Il Consiglio comunale ha approvato due mozioni: la prima chiede di valutare il ripristino del vuoto a rendere, mentre la seconda chiede di estendere l’iniziativa ministeriale “Plastic free” anche al nostro Comune

Il Consiglio comunale martedì ha approvato due mozioni su proposta del Gruppo Misto. La prima chiede di valutare il ripristino del vuoto a rendere, mentre la seconda chiede di estendere l’iniziativa ministeriale “Plastic free” anche al nostro Comune. "La dir. 2008/98/CE in tema di gerarchia nel trattamento dei rifiuti stabilisce le priorità nella gestione degli stessi, che sono: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo con recupero di materia, recupero di altro tipo (ad esempio recupero di energia) e solo per ultimo lo smaltimento - spiega il capogruppo Marco Maiolini - Detto ciò è intuitivo che il ripristino della pratica del vuoto a rendere è una proposta concreta per spostare gli involucri di vetro dalla casella del “recupero di materia” a quella del “riuso”, con il conseguente risparmio di energia. Questa pratica è già in vigore e funziona molto bene nel nord Europa, ed era già in uso anche in Italia negli anni ottanta".

"La campagna “Plastic Free Challenge”, invece, è stata lanciata dal Ministro dell’Ambiente, Generale Sergio Costa, ponendo come primo obiettivo quello di liberare dalla plastica gli enti pubblici - prosegue il consigliere d'opposizione - Questo per lanciare un segnale e chiedere a tutti i cittadini di attivarsi personalmente per questo Paese e per l’ambiente mondiale. I problemi legati alla corretta gestione della plastica infatti sono molteplici e riguardano tutta la filiera produttiva, sia in relazione ai manufatti di uso personale e industriale, sia in relazione ai prodotti da imballaggio, ovvero all’abuso nell’ utilizzo del cosiddetto packaging. Teniamo presente infatti che la plastica non riciclata, seppur raccolta separatamente, viene destinata alla termo valorizzazione, senza contare che la stessa sorte tocca anche a quella che viene gettata nei rifiuti indifferenziati. Il resto della plastica che non finisce nella raccolta dei rifiuti la ritroviamo nell’ambiente circostante, ma soprattutto negli oceani, per cui circa 100mila esemplari marini muoiono ogni anno. Per questo la mozione che abbiamo presentato, discusso e migliorato nelle commissioni consiliari con il contributo di tutti, compreso quello della maggioranza, chiede che vengano progressivamente attivate misure atte alla riduzione e successiva eliminazione degli articoli in plastica monouso, con particolare riguardo a quelli legati alla vendita (diretta o per mezzo di distributori automatici) ed alla somministrazione di cibi e bevande, nonché la definizione di un percorso che fissi obiettivi temporali, modalità di monitoraggio e di relazione per il raggiungimento dello scopo. Infine abbiamo chiesto di sensibilizzare anche mense e ristoranti privati affinché siano invitati a proporre ai propri clienti anche la possibilità di bere acqua pubblica, spillata direttamente dal rubinetto o “trattata” in loco” per limitare al massimo l’utilizzo di bottiglie di plastica contenenti acqua minerale".

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