Fratelli d'Italia: "Siamo la città da cui è partito il maggior numero di foreign fighers”

"A Ravenna la situazione è sfuggita di mano: dopo il triste primato di essere la capitale italiana dei furti, un aspirante terrorista che meditava di fare una strage"

"Finire alla ribalta delle cronache nazionali per essere la città che dava ospitalità ad un aspirante terrorista non è la miglior cosa che ci si sarebbe voluti aspettare da  una città candidata ad essere la capitale europea della cultura, ma questo è". Non usano mezzi termini da Fratelli d'Italia che, in un comunicato del portavoce Alberto Ferrero, sottolineano le criticità della città. "Che a Ravenna la situazione sia in parte già sfuggita di mano è da molto tempo che lo denunciamo - prosegue la nota stampa - abbiamo infatti il triste primato di essere la capitale italiana dei furti; di essere la città da cui è partito il maggior numero di combattenti stranieri o “foreign fighers” come si dice adesso; ma un aspirante terrorista che meditava di fare una strage era una novità anche per noi. Bene, noi ravennati che non ci vogliamo fare mancare niente, adesso abbiamo anche questo primato! Grazie alle nostre Forze dell’Ordine, sempre in prima linea e, forse, anche grazie ad un “Aiuto dall’Alto” si è riusciti ad intervenire rapidamente, tuttavia ciò che manca è una strategia politica volta a risolvere il problema". 

"Non mi stupisce neanche - prosegue Ferrero - che l’aspirante terrorista sia un Tunisino, infatti, non passa giorno in cui le cronache non riportino di cittadini extracomunitari e, nella quasi totalità dei casi, di cittadinanza tunisina, coinvolti in attività illecite. Sia che si tratti di guerriglia urbana, ricordo la maxi rissa che, alcuni anni fa, coinvolse in via Cavour due bande di tunisini i quali, aggredendosi e combattendo fra di loro con spranghe e sassi, sparsero il terrore per il centro; sia che si tratti di spaccio di droghe sia leggere che pesanti, i tunisini sono quasi sempre coinvolti. Se si pensa che in Tunisia non c’è guerra, non c’è una dittatura e vi rapporti bilaterali, una presenza così massiccia di cittadini di questo stato dediti ad attività illecite non è assolutamente tollerabile e quindi non vi è nessun motivo per cui non debbano essere espulsi. Tuttavia anni di buonismo portati avanti dalla sinistra nostrana e, che, tuttora porta avanti, ci ha portato alla situazione attuale. Tuttavia per evitare il peggio, al di là delle buone intenzioni, ci vuole una volontà politica ed una strategia consequenziale che non può non contemplare il controllo e la dettagliata conoscenza di chi è presente in città ed il titolo che gli consente la permanenza. Ravenna è una città piccola ed è assolutamente necessario e possibile sapere chi è presente qui, da dove viene ed il motivo per cui è qui. Fintanto che non si farà questo e non si proceda all’immediata espulsione di chiunque non sia in regola, episodi del genere saranno sempre più frequenti".

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