Idrocarburi, Ancisi: "Chiesti nuovi permessi per le ricerche nelle aree protette"

La società Aleanna Resources è tornata a chiedere di poter effettuare sondaggi per l'estrazione di idrocarburi nelle aree protette a Nord di Ravenna

FOTO DI REPERTORIO

L'AREA STEFANINA NORD - "L'area Stefanina Nord - illustra Ancisi - ricade quasi interamente nella zona protetta Valli del Mezzano, dista circa tre chilometri dai confini del Parco Regionale del Delta del Po, ricade quasi interamente nella zona protetta “Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano”, include  la potenziale presenza di almeno 66 specie di interesse comunitario e di due habitat di interesse comunitario; mentre l’area  Stefanina Sud ricade parzialmente nelle zone protette “Valli di Comacchio” e “Biotopi di Alfonsine e del Fiume Reno”, include una porzione della Riserva Regionale di Alfonsine “Fascia boscata del canale dei Mulini”, ricade a nord-est nell’area contigua al Parco del Delta del Po e in parte nella zona protetta “Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano”, contando la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario".

RILIEVI - "Le attività di rilievo geofisico 3D si protrarrebbero per circa due mesi, sondando il terreno alla ricerca di idrocarburi mediante l’uso di camionette Vibroseis - chiosa l'esponente di Lista per Ravenna -. Queste scuoterebbero il terreno inviando nel sottosuolo segnali (cioè onde elastiche) ed analizzandone la risposta, basandosi sullo stesso principio che sta alla base della tecnica per le prospezioni marine denominate “airgun”. Vi sarebbero dunque, anche nelle aree protette, ben 26 linee "di vibrata" alla Stefanina Sud e altre 15 alla Stefanina Nord, a distanza di 500 metri ognuna nell’area nord e di 420 nell’area sud. In totale sarebbero circa 5.400 i punti di presa dati. Quando agissero le camionette, si sprigionerebbe una forza d'intensità pari a 10,000 chilogrammi peso ad una frequenza compresa fra i 6 e i 64 Hertz. Se ne deduce l’opportunità che aree a terra di tale pregio ambientale, in un territorio peraltro già ampiamente compromesso come il nostro (subsidenza, inquinamento, dissesto idrogeologico e faglie attive), siano preservate da simili attività di ricerca di idrocarburi, premessa incombente delle successive estrazioni. La commissione Ambiente, d’intesa con l’assessore Baroncini e il dirigente del servizio Ambiente dr Gregorio, sarà dunque chiamata ad analizzare la questione con la maggiore cognizione di causa".

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