Minichini (Lpr): "Rilanciamo il turismo sulla nostra costa"

Punta Marina Terme, l'ennesimo grido di allarme per evitare che la località soccomba. Degrado urbano e arretratezza nelle proposte di intrattenimento e promozione, le cause principali.

E' questo in sintesi ciò che mi ha scritto un cittadino che, pur non vivendo a Punta Marina Terme, parla di questa ridente località. Un cordiale appello a chi governa la città, ma rivendica anche il diritto negato fino ad ora di dar voce ai tanti che, di giorno in giorno, assistono, impotenti, alla débâcle turistica. Complice, la negazione assoluta dell'amministrazione comunale nel dare risposte concrete alle note problematiche. "Siamo messi male, molto male, anzi malissimo, arretrati di venti anni nelle proposte di intrattenimento e promozione, con il risultato di un turismo sempre più sofferente e non solo per causa di una crisi economica che attanaglia le famiglie".

Questo uno dei passi della lettera. Ce n'è per tutti, insomma, anche per gli enti ed associazioni di promozione turistica, che non incidono in maniera ferma e decisa nelle scelte di Palazzo Merlato. Come dargli torto quando, ad esempio, cita che: "Si pensa di portare gente con, mercati, mercatini, salsiccia e saraghina". E' un fiume in piena nell'affrontare lo stato di degrado in cui versa il centro cittadino: manca un'adeguata segnaletica che indichi la collocazione delle Terme, un'area camper che assomiglia ad un campo arato, la mancanza di un parcheggio per autobus, strade strette e pericolose, parcheggi inesistenti, marciapiedi sconnessi, un centro commerciale che è la fabbrica dei fallimenti, negozi chiusi in centro, abusivismo in crescita a discapito delle attività commerciali. Il clou, forse, è la denuncia che Punta Marina Terme sta diventando sempre più un quartiere dormitorio e sempre meno località balneare.

Tutte situazioni da tempo note, spesso oggetto di discussioni nel consiglio della ex circoscrizione del mare, ma mai risolte, anzi peggiorate. A fronte di tutto ciò non si può essere insensibili. Basta palliativi, tantomeno incantatori di serpenti nelle tornate elettorali, è ora che l'amministrazione dica con chiarezza in che modo intende intervenire per rimuovere le cause che determinano decadenza urbana e frustrazione nel tessuto socio economico.

Così com'è ora che la politica, tutta, intervenga, crei i presupposti per dibattiti al fine di ascoltare i commercianti, la cittadinanza e le loro lamentele. Solo in questo modo ed assieme è possibile programmare le linee guida e gli interventi necessari per rilanciare il turismo in una località che, di questo passo, è destinata a soccombere.

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Pasquale Minichini
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