Riqualificazione delle periferie: il progetto per la Darsena può attendere

Per il progetto veniva chiesto un contributo di 12,8 milioni. Sulla questione interviene il movimento civico CambieRà

Ha il sapore della bocciatura il 73esimo posto, nell’ambito del bando del governo per la riqualificazione delle periferie, ottenuto dal progetto per la Darsena presentato dall'amministrazione comunale di Ravenna. Per il progetto veniva chiesto un contributo di 12,8 milioni. Secondo il movimento civico CambieRà, il Comune di Ravenna "ha presentato un progetto forse non all’altezza, impacchettando insieme idee di privati con alcune opere pubbliche già previste dal 1995 - come il prolungamento del sottopasso della stazione - ad altre nuove, come l’istallazione di orti vicino al tiro a segno, ma di valore molto relativo, se si pensa alle potenzialità ed alla strategicità che un terreno già di proprietà comunale può avere sul water-front della Darsena. Alla fine il progetto è stato giudicato insufficiente da Roma, nonostante i presupposti “politici” fossero tutti favorevoli  (giunta/regione/stato Pd)".

Prima del referendum sulla riforma costituzionale, il governo annunciò che gli interventi proposti dai comuni sarebbero stati finanziati grazie ai 2,1 miliardi di euro inseriti nella legge di stabilità 2017. "L'esito negativo del referendum per il governo Renzi, con la vittoria del NO, infatti, ci aveva messi in condizione di dubitare dell’agognato arrivo dei finanziamenti, tanto da farci presentare un question time in consiglio comunale per capire se queste promesse avevano avuto, o avrebbero avuto di lì a poco, un seguito concreto - proseguono da CambieRà -. Lo stesso assessore, in una delle ultime sedute prefestive del Consiglio comunale, ci rispose che in effetti nulla di ufficiale era ancora pervenuto".

Attaccano dal movimento: "Solo 24 progetti verranno subito finanziati, mentre gli altri vengono semplicemente posticipati. Concludendo, quindi, Ravenna può comunque aspettare. La Darsena è lì e nessuno la porta via; del resto l’ultimo intervento urbanistico importante nella nostra città, se escludiamo le rotonde, probabilmente lo realizzò Teodorico. Ma la cosa che più ci incupisce non è essere arrivati settantatreesimi, bensì il fatto che probabilmente “i soliti maligni” avevano ragione: dichiarare che i soldi sarebbero arrivati subito era tutta campagna pre-referendaria". 

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