Romagna Faentina, 'L'altra Faenza' esclusa dal Consiglio dell'Unione

Giovedì sera si è svolta la nomina dei rappresentanti dello stesso in seno al Consiglio dell'Unione della Romagna Faentina, dopo il cambio dello Statuto e le recenti elezioni

Il Partito Democratico di Faenza esprime soddisfazione per l'elezione dei consiglieri comunali delle forze politiche di maggioranza che entreranno a far parte del rinnovato Consiglio dell'Unione della Romagna faentina. "Auguri di buon lavoro a Maria Luisa Martinez, Antonello Prati, Niccolò Bosi, Paola Celotti, Roberto Damiani, Francesco Ziccardi, Paolo Cavina, Massimiliano Penazzi e Federica Degli Esposti - commentano dal Pd manfredo - L'Unione è una scelta strategica che sta producendo effetti virtuosi: maggiore efficienza ed efficacia dei servizi forniti dai Comuni ed economie di scala, conseguenti ad una gestione unificata, sono già realtà. Per dare più forza alle esigenze del territorio da oggi saremo ancora più determinati nel rafforzare il senso di comunità dei cittadini. Se le forze politiche al governo della città hanno potuto dimostrare anche in questa occasione affiatamento e compattezza, difficile poter dire la stessa cosa delle minoranze. Senza voler giudicare in casa d'altri non possiamo non evidenziare un aspetto politico macroscopico: l'aver voluto escludere il capogruppo de L'Altra Faenza e vicepresidente del Consiglio dell'Unione Edward Necki che ha ricoperto il suo ruolo con passione, competenza ed equilibrio ha a che fare con un modo cinico e muscolare di vivere la democrazia e la necessità di dare rappresentanza a tutti i cittadini faentini che, non solo non condividiamo, ma contrastiamo nel modo più assoluto. Sarà perciò nostro preciso impegno continuare a coinvolgere L'Altra Faenza sui temi dello sviluppo della Romagna faentina. A differenza di chi pensa ogni volta di speculare sullo scontro e la contrapposizione fine a se stessa, restiamo convinti sia solo dal confronto costruttivo e senza pregiudizi che possano nascere le buone idee e scelte che guardino all'interesse generale e non a favore solo di qualcuno".

Critico anche il Movimento 5 stelle: "Quattro erano i consiglieri di opposizione da nominare, quattro i gruppi attualmente rappresentati. Il buon senso diceva, quindi, di eleggere un esponente per ogni gruppo. A nove mesi dal voto faentino, speravamo che la ragionevolezza avrebbe avuto la meglio sulle antipatie politiche, sulle ripicche, sui calcoli e le manovre da campagna elettorale: e invece no, purtroppo non è andata così. Venendo meno agli accordi presi precedentemente (e non è la prima volta), la Lega ha deciso, comunicandocelo solo poche ore prima del Consiglio, di votare per due esponenti del proprio gruppo consiliare, lasciando fuori Edward Necki de l'Altra Faenza. E così è andata, con l'appoggio di Cericola. Scelta legittima, ma per noi sbagliata e non condivisibile, come dimostrato dal nostro voto, corretto e coerente. I consiglieri eletti, quindi, sono stati Cericola di Rinnovare Faenza (centro destra), Padovani e Fantinelli della Lega e il nostro Portavoce Palli. Ora vedremo se i nuovi consiglieri parteciperanno attivamente ai lavori dell'Unione dando il loro contributo o se preferiranno passare il tempo in campagna elettorale permanente. Qualcuno potrebbe accusarci di aver avuto un comportamento simile quando qualche anno fa avallammo con il nostro voto l'esclusione della Lega dal Consiglio dell'Unione. Niente di più falso: le due cose non sono paragonabili. Allora, semplicemente, non ce la sentimmo di votare un altro esponente leghista dopo che due di loro erano decaduti dal Consiglio comunale per cumulo di assenze non giustificate e lo stesso aveva fatto il loro esponente in Unione poco dopo. E, per di più, non nominammo al loro posto un nostro rappresentante, ma un consigliere di un altro gruppo. Di certo questa votazione conferma palesemente quello che noi diciamo da mesi. E cioè che il cambio dello Statuto dell'URF fatto in questo modo non funziona e non raggiunge assolutamente uno dei più importanti obiettivi che si era prefissato: quello di porre rimedio al deficit di rappresentanza. Bastava garantire la presenza di un componente per ogni gruppo dei vari consigli comunali dell'Unione (come noi avevamo più volte inutilmente proposto) e invece si è deciso, in base a logiche di spartizione, di alzare spropositamente il numero dei consiglieri, senza risolvere nessuna criticità. Così, infatti, i gruppi più numerosi, in base a calcoli e dinamiche politiche locali, possono fare il bello e il cattivo tempo e decidere a proprio piacimento di lasciar fuori consiglieri che rappresentano interi gruppi e conseguenti bacini di voti popolari, anche importanti. E così (tra lo stupore del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza) è accaduto alla prima occasione, e chissà quante altre volte accadrà. Siamo al paradosso: i consiglieri dell'URF saranno quasi quaranta, ma nulla è cambiato e il deficit di rappresentanza permane e permarrà. Un organo di secondo livello continua a stravolgere la rappresentanza delle elezioni di quattro anni fa. Ma non con il nostro avvallo, non con il nostro voto".

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