Solidarietà alle popolazioni vittime del terremoto, Ancisi: "Il Consorzio di Bonifica non dica no"

La Croce Rossa Italiana, grazie anche al contributo dei suoi volontari, sta offrendo un valido aiuto alle zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto del 26 ottobre e dei giorni seguenti, che purtroppo continuano a susseguirsi. Tanti sono i suoi volontari chiamati in emergenza per far fronte alle  situazioni drammatiche prodotte dal sisma. 

In base alle norme di legge che regolano il volontariato civile disciplinandone l'impiego nei casi di calamità, la Protezione civile rimborsa il costo delle giornate di lavoro dei volontari sottratte alle loro attività personali retribuite. Se svolgono un lavoro dipendente, l’ente o la ditta presso cui operano ottiene il reintegro delle spese sostenute per i giorni effettivi di assenza dal posto di lavoro. 
Un impiegato esecutivo del Consorzio di Bonifica della Romagna, volontario della Croce Rossa Italiana quale ausiliario delle forze armate in congedo, richiesto dalla CRI stessa di prestare la sua opera dal 29 ottobre al 6 novembre presso un “Polo Logistico Centrale per gli Aiuti Sisma Centro Italia”, aveva presentato al presidente e legale rappresentante dell’ente domanda di distacco per i tre giorni lavorativi su nove compresi in tale periodo, il costo dei quali sarebbe stato dunque rimborsato al Consorzio stesso dalla Protezione civile. Si è visto però respingere la richiesta dall’apparato amministrativo dell’ente (non dal presidente) con la sorprendente motivazione che “la decisione” avrebbe potuto “essere presa solo dal Comitato Amministrativo nella sua veste di datore di lavoro nella seduta del 10 novembre 2016”: quattro giorni dopo l’eventuale ritorno a casa.

Questo atteggiamento non è sostenibile, prima di tutto in ragione di diritto. Lo statuto dell’ente dispone, all’art. 32, comma 2, lettera g, che , in caso di urgenza tale da non consentire la convocazione del Comitato Amministrativo, il presidente dell’ente delibera sulle competenze di tale organo. Ma è biasimevole soprattutto per l’insensibilità che dimostra verso il dramma immane che travolge l’esistenza di intere popolazioni del centro Italia, ed anche perché irriguardoso verso la  Croce Rossa Italiana e le benemerite attività di solidarietà che essa mette da sempre al servizio del nostro paese, e non solo. Stupisce, in particolare, che non sia tenuto conto della mission fondamentale del Consorzio di Bonifica, dichiaratamente rivolta “a salvaguardare l'ambiente nell'ottica dello sviluppo sostenibile, inteso come sviluppo economico e sociale che non reca danno all'ambiente e alle risorse naturali dalle quali dipendono il proseguimento dell'attività umana e lo sviluppo futuro”: obiettivo non certo distante dalle azioni indirizzate a prevenire e purtroppo a fronteggiare i danni ambientali, umani e sociali prodotti dai terremoti.

Del Consorzio di Bonifica della Romagna è consigliere di amministrazione, massimo organo deliberante dell’ente, l’assessore Massimo Cameliani, in rappresentanza della comunità ravennate. Si ha dunque ragione di chiedere al sindaco se, attraverso il suo assessore stesso, intende intervenire sulla dirigenza dell’ente per affermare che davanti al terremoto nessuno deve voltarsi dall’altra parte.
 
 Alvaro Ancisi
 (Gruppo consiliare Lista per Ravenna)

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