"Sulla Darsena ennesima bocciatura. Occhio a Dante 2021"

"ddio, allora, anche alla Darsena, al Porto e a tutto il resto. Facta non verba. Ora vogliamo fatti, siamo stufi delle parole"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"È noto che esiste un'Italia a due velocità, una che corre e una che si muove come i gamberi. Sono recenti i resoconti di stampa, anche a cura di Lista per Ravenna, sui copiosi finanziamenti statali concessi a Cortina per fare infrastrutture a go-go, trafori e superstrade, in previsione di un campionato mondiale di sci di due settimane. Non parliamo di Milano, di Bari o di Roma per altre similari occasioni. Per Firenze, con "Pitti Immagine Uomo", hanno decuplicato il finanziamento statale in tre anni. Giusto, per carità! Di contro, invece, la notizia odierna che i tanto sbandierati soldi del progetto Darsena di città, per ottenere i quali Ravenna ha concorso al bando statale sulla riqualificazione delle periferie urbane degradate, non solo bastano appena per un campionato di biliardino, ma ci vengono trattenuti dalla paghetta! È l'ennesima dimostrazione che i soldi ci sono, ma solo per chi "ci sa fare". Insomma, abbiamo una "nuova" amministrazione comunale moscia come le precedenti, o addirittura peggio. Prende ordine da tutti, non ascoltando neppure i cittadini. Le mancano una visione complessiva, progetti credibili ed organici, amministratori e consulenti capaci. La sorte della Darsena è quella inevitabile di chi non sa fare qualità. Ravenna si è mossa in agosto, quando il bando era partito a maggio. Ma qui nessuno si dimette per un 73esimo posto "conquistato" su 120 concorrenti. Non è successo nemmeno quando siamo andati in bianco nella nota gara per la capitale europea della Cultura 2019. A parte i comunicati stampa al miele, che dicono gatto senza averlo nel sacco (su cui andrebbe posta la scritta "pubblicità ingannevole"), non si vede neppure un'amministrazione comunale che si arrabbia quando a Roma e Bologna la prendono a pesci in faccia, anche se non può essere che faccia sempre pena e gli altri bene. Statisticamente, magari per sbaglio, arriverà un giorno che premiano anche noi. Attenti però a non scavarci la fossa anche per Dante 2021, capiamolo per tempo. Per il settimo centenario del "nostro" sommo poeta ci vuole un capitano del bastimento, che ci guidi come si deve: un manager culturale, urbanista e pianificatore di rango internazionale. Via le soluzioni abborracciate fatte in casa, basta coi compagni di merende. Dante 2021 non ci può e non ci deve sfuggire, ma per creare infrastrutture che faranno crescere la città e la rafforzino per il futuro, non per quattro manifestazioni in croce. Si ha invece il fondato sospetto che non si sappia che pesci prendere. Addio, allora, anche alla Darsena, al Porto e a tutto il resto. Facta non verba. Ora vogliamo fatti, siamo stufi delle parole".

Pasquale Minichini, portavoce Lista per Ravenna

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